Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l’introduzione di dazi al 50% sulle importazioni provenienti dall’Unione Europea, a partire dal 1° giugno. La notizia, comunicata tramite il social Truth, ha scosso i mercati e fatto precipitare le borse europee. Milano ha chiuso a -1,94%, Parigi a -1,65%, Francoforte a -1,54%, mentre Londra ha registrato un calo più contenuto (-0,24%) grazie a un accordo commerciale precedentemente raggiunto con gli Stati Uniti. Complessivamente, le borse europee hanno bruciato 183 miliardi di euro in termini di capitalizzazione.
Trump ha definito “inaccettabile” il deficit commerciale tra Stati Uniti e Unione Europea, sostenendo che quest’ultima sia stata creata per trarre vantaggio dagli Stati Uniti in ambito economico. “Con l’UE abbiamo un enorme deficit. Loro vendono milioni di auto qui, mentre a noi non è stato consentito di vendere le nostre auto lì”, ha dichiarato il presidente americano, aggiungendo che le trattative in corso non stanno “andando da nessuna parte”. Ha inoltre sottolineato che i dazi non si applicheranno ai prodotti europei realizzati direttamente negli Stati Uniti.
Le ripercussioni per specifici settori e aziende
La decisione ha coinvolto anche grandi aziende come Apple e Samsung. Trump ha minacciato di imporre un dazio del 25% sui prodotti di queste aziende, prodotti fuori dagli Stati Uniti, come parte di un piano per riportare la produzione americana sul territorio nazionale. Questo provvedimento potrebbe influire anche su numerosi settori europei, in particolare automotive, tecnologia, moda e agroalimentare, che vantano una presenza significativa negli Stati Uniti. Ad esempio, le esportazioni italiane di beni come vino e olio d’oliva, macchinari e prodotti di lusso rischiano di essere gravemente colpite.
In risposta all’annuncio di Trump, il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, si è detto pronto al dialogo, ribadendo la disponibilità dell’UE a lavorare “in buona fede”. Sefcovic ha sottolineato che il commercio tra UE e Stati Uniti è unico nel suo genere e dovrebbe basarsi sul rispetto reciproco, non su minacce. Tuttavia, l’Unione Europea si dichiara pronta a difendere i propri interessi in caso di necessità.
In fondo se si è imparato a conoscere Trump è chiaro a tutti che non sempre ciò che afferma nei suoi post social poi diventa minaccia reale. Va preso con le pinze di un negoziatore che tende a sparare il prezzo esageratamente alto, per fare un po’ di rumore. Secondo alcuni osservatori, Trump potrebbe utilizzare l’annuncio come strumento per negoziare migliori condizioni.
Le critiche di Trump si inseriscono in un contesto più ampio di negoziati commerciali travagliati. Secondo il segretario al Tesoro americano, Scott Bessent, l’Unione Europea presenta un “problema di azione collettiva”, dove Stati membri come Germania e Francia hanno interessi divergenti, rispettivamente focalizzati su automotive e agricoltura. Le tensioni si riflettono anche sul ritmo delle trattative, giudicato lento dal Presidente Usa, che ha scelto di aumentare la pressione con questa nuova mossa.
Franco Lodige, 24 maggio 2025
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Immagine generata da AI tramite LeonardoAI


