Nel corso dell’ultima puntata di Quarto Grado, da Gianluigi Nuzzi su Rete4, abbiamo assistito ad una performance di Roberta Bruzzone piuttosto disdicevole, mettendo in grande difficoltà lo stesso conduttore. In particolare, la popolare criminologa ha più volte attaccato a testa bassa Gianluca Zanella, il quale si era permesso di esprimere alcuni punti di vista sul caso di Garlasco; punti di vista ampiamente condivisi da una grande platea di soggetti, esperti compresi.
Ebbene, ad un certo punto della discussione, mentre si stava affrontando il tormentone della mancanza di tracce di sangue sotto le suole di Alberto Stasi, unitamente al fatto, almeno secondo i rilievi del 2007, che non sarebbero state rinvenute orme del condannato sulla scena del crimine (elemento che rappresentò un grave indizio di colpevolezza nell’Appello bis) Zanella, rispondendo ad una affermazione di Marzio Capra, consulente della famiglia Poggi, dichiara: “Allora chissà, all’uscita della discovery (ovvero ciò che la Procura di Pavia ha realmente in mano, ndr), visto come è stata trattata la scena del crimine, visto le cose che sono state ignorate (riferendosi alla prima indagine, ndr), se dovessimo trovare magari la traccia che Stasi ha lasciato delle impronte, a quel punto che verremmo a dire, che….?”. A questo punto, dopo un precedente battibecco con il giornalista, entra in campo l’uragano Bruzzone, e lo interrompe in modo eufemisticamente perentorio: “Non ci sarà, perché non ci può essere una roba del genere”. La scena del crimine “è già stata ampiamente valutata. Se tu avessi un briciolo di esperienza da tecnico, lo sapresti anche tu. Ci siamo accorti tutti che non ce l’hai”.
Ovviamente un esterrefatto Nuzzi, dopo altre offese espresse a raffica dalla criminologa, ha provato in tutti i modi a calmare i suoi bollenti spiriti, ricevendo una risposta che la dice lunga sulla personalità della nostra eroina televisiva: “Lui – indicando Zanella – che mi viene a parlare della scena del crimine. C’è un limite a tutto”. Successivamente interviene Marzio Capra, sostenendo, in sintesi, che ognuno ha il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero e le proprie ipotesi. Ed ecco che la Bruzzone raggiunge l’apoteosi dell’intolleranza: “Ma non tutti. Quelli che hanno competenze reali sì. Gli altri dovrebbero avere il buon senso di tacere”.
A questo punto, risparmiando al lettore che non ha seguito il programma di Rete 4 gli altri interventi decisamente scomposti della criminologa ligure, credo che molti telespettatori si stiano ponendo la seguente domanda: è utile ospitare un personaggio che, al di là delle sue effettive capacità e competenze, che non sta a noi valutare, non sembra in grado di contenere la rabbia, nel momento in cui si confronta con chiunque non la pensi come lei?
Ricordo, a tale proposito, che la stessa Bruzzone, in un articolo del 2012 citato recentemente in un pezzo di Umberto Brindani, dopo le due assoluzioni consecutive di Stasi era convintamente innocentista, per poi cambiare radicalmente idea dopo la condanna nell’Appello bis. Ma forse quella era una Bruzzone ancora non perfettamente padrona delle sue grandi competenze. Mah!
Claudio Romiti, 11 aprile 2026
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