Tutti ricordano Zaki, nessuno lo studente iraniano assassinato dagli ayatollah

Nessuno gli ha dedicato una parola, nessuno si è presentato sul palco di Sanremo con una spilletta solidale. E anzi, ora con la guerra...

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Yassin Mirzaei

Tutti ricorderete il caso di Patrick Zaki, lo studente egiziano arrestato al suo rientro in Egitto dopo avere frequentato a Bologna un corso sulla parità di genere. Ricorderete anche la mobilitazione della sinistra italiana e gli sforzi della nostra diplomazia, coronati da successo, per ottenerne la liberazione. E ricorderete anche il suo trionfale ritorno in Italia con tanto di laurea ad honorem e subito schierato contro il governo italiano, che pure tanto si era prodigato per la sua liberazione.

Probabilmente, non sapete nulla di Yassin Mirzaei, studente iraniano di scienze geofisiche presso l’Università di Messina, assassinato tra l’8 e il 9 gennaio dal regime degli ayatollah, insieme a decine di migliaia di giovani che invocavano pane e libertà per il loro popolo. Ci fu una poco partecipata commemorazione da parte degli studenti di Messina e niente altro.

Zaki osannato e Yassin dimenticato. Nessuno gli ha dedicato una parola, nessuno si è presentato sul palco di Sanremo con una spilletta solidale ed anzi ora che il regime iraniano è chiamato a rispondere dei suoi crimini gli amici di Zaki non esitano a schierarsi con i carnefici. Ciao Yassin, sei nel mio cuore.

Marco Baldassarri, 2 marzo 2026

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