La guerra in Ucraina

Ucraina, la rivelazione di Caracciolo sui soldati: “Ci sono, ma vestiti da ucraini”

Il direttore di Limes: “Usa e Gb inviano armi dal 2014. Adesso bisogna cercare il negoziato”

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In Italia si discute, si tratta, si litiga sull’invio di armi all’Ucraina. Dopo tre decreti, e altrettante polemiche, Lega e Movimento Cinque Stelle vorrebbero dire “basta”. È il momento di passare alle trattative, alle negoziazioni, e di far cessare il fuoco.

La pensa più o meno così anche Lucio Caracciolo, esperto di politica estera e direttore di Limes. “Le armi adesso bastano. Quello che è stato decisivo non è certo quel poco che abbiamo inviato noi e il quasi nulla che hanno spedito i tedeschi: Usa e Gran Bretagna le inviano dal 2014. Ma soprattutto l’addestramento: perché mettere in campo centinaia di migliaia di soldati che fino a ieri facevano tutt’altro mestiere evidentemente implica un addestramento professionale”. Caracciolo però fa anche notare un altro dettaglio, uno dei “non detti” di questa guerra. “Magari – rivela – ci sono anche qualche contractor e qualche soldato americano vestito da ucraino”.

L’obiettivo ora dovrebbe essere quello di cercare un accordo per un cessate il fuoco. Il che non significa disarmare gli ucraini o i russi. Diversamente da Toni Capuozzo, che chiedeva all’Italia di non inviare armi per porsi come “mediatore” tra i due contendenti, Caracciolo ritiene invece che la spedizione di armamenti, per quanto irrisoria, ci abbia permesso di sederci al tavolo. “Per partecipare a un negoziato devi partecipare anche a una guerra”.

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