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Ucraina-Russia, Trump conferma: pace addio. Putin: “A Kiev solo terroristi”

Il presidente Usa e quello russo al telefono: "Dialogo positivo, ma pace non immediata". E Mosca esclude il cessate il fuoco: "Aiuterebbe Zelensky"

Zelensky putin attacco droni Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Il presidente russo Vladimir Putin ha escluso categoricamente la possibilità di un cessate il fuoco in Ucraina, accusando Kiev di voler sfruttare una tregua per riarmarsi. Durante una trasmissione televisiva con i membri del governo russo, Putin ha dichiarato: “Perché premiarli concedendo loro una pausa dai combattimenti, che verrà utilizzata per fornire al regime armi occidentali, continuare la mobilitazione forzata e preparare atti terroristici?”.

Secondo il leader russo, una tregua rappresenterebbe solo un’occasione per rafforzare l’esercito ucraino e proseguire le ostilità. L’ipotesi di una pausa nelle operazioni militari, dunque, non verrà presa in considerazione.

Niente negoziati

Putin ha collegato il rifiuto della tregua a una serie di attacchi che avrebbero colpito le regioni russe di Bryansk e Kursk, al confine con l’Ucraina, tra il 1° e il 2 giugno. In quegli eventi, due ponti – uno stradale e uno ferroviario – sono stati distrutti, causando almeno sette morti e numerosi feriti. Putin ha definito queste azioni “atti terroristici orchestrati da Kiev” e un tentativo deliberato di sabotare la ripresa dei negoziati diplomatici previsti a Istanbul.

Il presidente russo ha inoltre respinto con forza l’idea di un vertice con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendolo “come negoziare con i terroristi” e accusando il “regime di Kiev” di degenerare progressivamente in un’organizzazione terroristica.

Contrasti nei colloqui di Istanbul

Il secondo round di negoziati tra Russia e Ucraina ha avuto luogo a Istanbul il 2 giugno 2025, ma le discussioni non hanno registrato progressi. Kiev aveva avanzato una proposta di tregua incondizionata di 30 giorni per favorire un incontro di alto livello tra Zelensky, Putin e il presidente americano Donald Trump. Mosca, però, aveva replicato proponendo un cessate il fuoco di due o tre giorni, limitato al recupero dei corpi dei caduti.

Entrambe le parti si sono trovate distanti anche per quanto riguarda le condizioni preliminari. La Russia ha sollecitato il ritiro dell’Ucraina da quattro regioni che ritiene di aver annesso, mentre Kiev ha rifiutato le richieste russe, definendole un “ultimatum inaccettabile”.

Lo scambio dei prigionieri: un punto di apertura

Nonostante le tensioni, un aspetto positivo dei negoziati ha riguardato la questione umanitaria dello scambio di prigionieri. Durante il fine settimana tra il 7 e il 9 giugno, è previsto il ritorno di altri mille soldati. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, ha descritto questo risultato come un “successo colossale”. Questo rappresenta la sola area di cooperazione tra le due nazioni, in un quadro altrimenti caratterizzato da accuse e assenza di dialogo costruttivo.

Le vittime civili e le denunce di Kiev

Il presidente ucraino Zelensky, in collegamento video con il Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina, ha accusato la Russia di crimini contro i civili. Zelensky ha dichiarato che dalla guerra iniziata nel 2014, sono stati uccisi 872 bambini, di cui 631 dall’inizio dell’invasione su larga scala. Ha poi evidenziato il problema delle fosse comuni nei territori sotto controllo russo, come a Mariupol.

Kiev ha inoltre respinto le accuse di terrorismo mosse dalla Russia, definendole operazioni di “false flag” destinate a giustificare le manovre militari del Cremlino e rendere impraticabile una soluzione negoziale.

Trump conferma: pace lontana

La pace insomma si allontana. E lo fa nonostante oggi Putin e Trump si siano sentiti al telefono. “Il presidente Putin ha affermato, con molta fermezza, che dovrà rispondere al recente attacco agli aeroporti”, ha spiegato The Donald. “È stata una conversazione positiva, ma non tale da portare a una pace immediata”. “Ho appena finito di parlare al telefono con il Presidente russo Vladimir Putin – si legge nel suo post – La chiamata è durata circa un’ora e 15 minuti. Abbiamo discusso dell’attacco agli aerei russi attraccati da parte dell’Ucraina e di vari altri attacchi perpetrati da entrambe le parti. È stata una buona conversazione, ma non una conversazione che porterà alla pace immediata. Il Presidente Putin ha affermato, con molta fermezza, che dovrà rispondere al recente attacco agli aeroporti. Abbiamo anche discusso dell’Iran e del fatto che il tempo stringe per la decisione iraniana in merito alle armi nucleari, che deve essere presa rapidamente! Ho detto al Presidente Putin che l’Iran non può possedere un’arma nucleare e, su questo, credo che fossimo d’accordo. Il Presidente Putin ha suggerito che parteciperà alle discussioni con l’Iran e che potrebbe, forse, essere d’aiuto per giungere a una rapida conclusione. A mio parere, l’Iran sta rallentando la sua decisione su questa questione molto importante e avremo bisogno di una risposta definitiva in tempi brevissimi”.

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