
Sono certo che avrete sentito parlare di questa iniziativa che si chiama Make America Healthy Again, per gli amici: MAHA. Già il nome suona come uno di quei mantra da personal trainer che urla motivazioni mentre tu cerchi di non svenire sul tapis roulant. Ma no, non è uno slogan da palestra, è il programma salutista lanciato da Robert F. Kennedy Jr., il nuovo Segretario alla Salute nel secondo mandato di Trump. E già qui qualcuno a sinistra ha avuto una crisi isterica: “Come può uno così occuparsi della salute pubblica?” Beh, magari proprio perché da quelle parti nessuno ci provava più da decenni. A sinistra erano troppo occupati a convincere la gente che chiedere agli adolescenti di fare le scale a piedi è grassofobo.
Già, in America la salute è diventata una specie di optional, negli ultimi anni la sinistra ha preferito adottare la filosofia del “sei perfetto così come sei tesoro”. Obeso, diabetico, sedentario? Nessun problema, basta che ti identifichi come sano e tutto va bene. Hai il fiatone a guardare qualcuno che corre? È colpa della società. E se qualcuno si azzarda a dire che magari, solo magari, tre cheeseburger al giorno sono troppi… è fat shaming. La forza di volontà è diventata una micro-aggressione.
Nel frattempo, in Europa si vietano sostanze potenzialmente cancerogene alla velocità della luce. Negli Stati Uniti, invece, se un ingrediente è bandito oltre oceano, viene messo subito in offerta 3×2. Potassio bromato, coloranti artificiali, aromi che fanno sembrare le sigarette un rimedio omeopatico… lì sono ancora ovunque. Ma guai a toglierli: è “oppressione alimentare”. Perché per una certa sinistra americana, la libertà è sacra. Ma solo quella che ti fa male, solo se ti porta in clinica (a pagamento). Se invece parli di libertà di educazione o di pensiero, ti ritrovi etichettato in 5 secondi come “estremista di destra”. Però hey, il diritto a morire mangiando schifezze a colori resta intoccabile. Così come quello di finirsi un gallone di gelato a sera come “rimedio emozionale”.
E quando qualcuno, tipo RFK Jr., prova a dire: “Scusate, forse togliere certi alimenti tossici dalle mense scolastiche non è un’idea malvagia”, parte l’attacco. Le lobby si svegliano, i commentatori liberal gridano alla dittatura del cibo, e i genitori influencer pubblicano video in cui spiegano che i bambini hanno bisogno di dolcetti chimici per esprimere la loro creatività. Ci manca solo che alcuni democratici, che un tempo difendevano i diritti dei più deboli, pur di dare addosso a Trump e la sua amministrazione, ora difendano il diritto di mandare tuo figlio a scuola con una lattina di bibita al gusto “radioattivo tropicale”.
Uno degli ultimi argomenti di dibattito è il fluoro. Ormai da decenni inserito nell’acqua potabile per prevenire le carie, e trasformato in pochi anni in un totem di guerra culturale. RFK, in seguito a vari studi che indicherebbero una correlazione tra il fluoro e la riduzione del quoziente intellettivo nei bambini, vuole interromperne l’erogazione. La questione, naturalmente, non poteva passare inosservata a quel certo lato politico che, come spesso capita, sembra credere nella scienza… a intermittenza. Ovvero, solo quando la scienza si allinea con le proprie narrative o convenienze. Il risultato è un dibattito acceso che ha spinto diverse comunità americane a sospendere la fluorazione, mentre giudici federali ordinano di riconsiderare i limiti di sicurezza proprio alla luce dei possibili rischi per lo sviluppo cognitivo infantile. In un modo o nell’altro almeno se ne parla.
Alla fine, Make America Healthy Again è un tentativo, forse goffo, forse imperfetto, di rimettere un po’ di raziocinio in una società che ha scambiato la tutela della salute pubblica con l’autocompiacimento emotivo. E sì, magari viene da destra. Ma visto che la sinistra ha scelto di abbandonare qualsiasi idea di responsabilità individuale, forza di volontà o disciplina in nome di un progressismo da biscotto motivazionale del ristorante cinese… allora ben venga anche MAHA. Almeno prova a togliere i coloranti dai cereali e non si limita a metterci sopra una bandiera di inclusività anche per gli additivi.
Cesare Rascel, 25 giugno 2025
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