
Se avete la curiosità di come possa ridursi un ex comunista ex di ferro che ha fatto delle buone letture la sua ricchezza, ricchezza che forse l’ex partito avrebbe provato a distruggere, senza riuscirci. Se siete interessati a sapere come un poeta della politica, un’intelligenza spiccata, un uomo inquieto il quale più distante da alcune delle citazioni che propone non potrebbe essere, ma le propone lo stesso, potendone calibrare gli umori perché maneggia il loro senso con invidiabile disinvoltura. Se apprezzate la sincerità di un dissimulatore straricco di ironia e compassionevole per finta verso chi, povero lui, mai dissimula, beh, allora il nuovo libro di Vichi Festa, in libreria tra l’altro dopo quattro fantastici volumi gialli sulle mai lette miserie, e ricchezze, e umanità della politica, a sinistra ma non solo, beh, allora, Non sapendo fare a maglia, LiberiLibri, 18 euro, questo è il vostro libro.
Spazia nell’universo del sapere, lo cita pezzetto per pezzetto, tramite le briciole rivelatrici di mille monumenti della cultura, tenendo sempre lui in mano il gioco, trattenendo signorilmente la voglia matta di pigliare per il culo qualche autore celebrato, qualche gran nome, laddove la voglia, apparentemente trattenuta, viene scatenata posizionando qui questo autore e quell’altro molto altrove. Fottutissimo e malizioso autore. Festa propone, per capirci, l’inestricabile casino del nostro mondo di oggi, oppure del mondo prossimo, avvisando, e sorridendo lui come un matto, che non sarebbe questa, per noi che non capiamo, l’ora di sorridere. Vichi Festa, anticomunista com’è, non ha mai dimenticato di amare il suo passato, che Dio lo benedica per questo, né la doppia lingua esposta a suo tempo nelle vetrine dell’aristocrazia comunista piuttosto che sui banconi del popolo militante (c’era eccome, in quei tempi, il radicamento sul territorio).
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Ma una citazione, per il libro di un comunista antico diventato molto liberale, non si può evitare. Tra mille scelgo questa, a pagina 60: “Nei suoi Essais, Michel de Montaigne dice di essere ‘poco soggetto alle violente emozioni, rinforzo ogni giorno la mia corazza grazie alla ragione’. Ecco cosa mi distingue da questo mirabile protagonista del Rinascimento francese, io ho una corazza per difendermi dalle emozioni che fa schifo. Piango più della vedova, se pronuncio l’eulogia di un amico morto: ma fatti una corazza come Montaigne, mi dice Lidia, l’amore della mia vita”. Un gran libro insomma, diverte e insegna senza fatica molte cose. Non andrete a comprarlo? Peggio per voi.
Andrea Marcenaro, 3 dicembre 2025
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