
Il 15 luglio, un addetto alle pulizie a bordo del treno regionale 24127, in transito da San Giuliano Milanese, era stato vittima di una rapina violenta. Due uomini, armati di coltello, lo avevano accerchiato e minacciato per sottrargli una catenina d’oro. Dopo l’aggressione, i malviventi si erano allontanati rapidamente. L’indagine, condotta dalla Polfer con il supporto dei Carabinieri di Melegnano, ha portato all’arresto di un cittadino marocchino di 23 anni. È stato rintracciato qualche giorno dopo in un appartamento di via Lombardia a Melegnano, dove si era nascosto. Il giovane è stato accusato di rapina aggravata in concorso.
Poche ore dopo quella rapina, nella stessa mattinata del 15 luglio, un secondo episodio violento aveva scosso San Giuliano Milanese. Un turista americano di 26 anni era stato aggredito su un altro treno regionale. I due rapinatori lo hanno colpito con un’arma da taglio al collo e alla spalla per rubargli una collana d’oro. Il turista, ferito e sotto choc, è stato soccorso e ricoverato in terapia intensiva, ma non è in pericolo di vita. Anche in questo caso, i responsabili della rapina sono stati identificati. Si tratta di due giovani di origine tunisina, di 21 e 22 anni. Uno di loro è lo stesso coinvolto nella rapina all’addetto alle pulizie. Entrambi sono stati arrestati a Busto Arsizio, individuati grazie alle telecamere di sorveglianza e alle segnalazioni dei passeggeri.
L’operazione congiunta tra Polizia e Carabinieri
Le forze dell’ordine hanno portato avanti le indagini con rapidità, riuscendo a fermare tutti in pochi giorni i presunti responsabili dei furti a bordo dei treni regionali 24127 e 25636 in transito a San Giuliano Milanese. Grazie al lavoro tra Polizia Ferroviaria, Carabinieri di Melegnano e le squadre operative di Busto Arsizio e Varese, i sospetti sono stati rintracciati in tre province diverse. Gli episodi di violenza e rapina sui treni regionali hanno creato preoccupazione tra i passeggeri e gli operatori ferroviari. Oltre alle rapine del 15 luglio, casi simili si sono verificati nei giorni seguenti, rafforzando la necessità di misure di sicurezza sui trasporti pubblici. Tra questi, si ricorda un altro caso avvenuto il 19 luglio: una donna di 71 anni è stata derubata della propria collana su un treno da un giovane di 24 anni, subito inseguito e fermato grazie al coraggio di un carabiniere e un poliziotto fuori servizio.
Il 23enne marocchino arrestato per il caso del 15 luglio è stato condotto nel carcere di Lodi, dove rimarrà in custodia cautelare fino al processo. Anche i due giovani tunisini fermati per l’aggressione al turista americano sono stati trasferiti in carcere a Busto Arsizio. Le indagini non si fermano: le autorità stanno verificando se i fermati possano essere collegati ad altri episodi di criminalità avvenuti nella zona ferroviaria negli ultimi mesi.
Il furto da 1,5 milioni di euro
Non basta? No. Perché giovedì scorso la Polizia di Stato ha arrestato anche tre cittadini algerini 24, 21 e 20 anni, con precedenti specifici e irregolare sul territorio nazionale, per furto aggravato in concorso. “Nel corso del quotidiano servizio di prevenzione e repressione dei reati in ambito ferroviario – si legge nel comunicato della Questura – gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria della Polizia Ferroviaria di Milano, durante il monitoraggio dei passeggeri in discesa da un treno, hanno notato tre giovani aggirarsi con fare sospetto all’interno di una carrozza e impossessarsi di uno zaino dalle cappelliere. Dopo aver occultato la refurtiva in un altro trolley vuoto, che si erano portati dietro per nascondere il maltolto, i tre si sono allontanati velocemente cercando di far perdere le loro tracce. Una volta giunti in piazza Luigi di Savoia i tre hanno aperto il trolley rendendo evidente il bottino ai poliziotti che, pertanto, li hanno bloccati. Rintracciata la parte lesa – un cittadino francese in compagnia di un minore – gli agenti hanno riconsegnato la refurtiva, che consisteva in uno zaino contenete svariati documenti personali, gioielli e orologi di lusso con un valore commerciale di circa 1.500.000 euro, dopo aver raccolto formale denuncia. I tre giovani dopo il rito direttissimo sono stati messi a disposizione dell’Ufficio Immigrazione”.
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