Elly Schlein sogna di prendere il posto di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi ma non riesce a tenere nemmeno unito il partito. Ormai è lapalissiano: il Pd è una polveriera. Diviso sulle armi, diviso sui referendum e ora diviso anche sul sostegno a Gaza. Sì, perché il partito sarà spaccato: i riformisti scenderanno oggi in piazza a Milano con Azione e Italia Viva, mentre Elly Schlein e i suoi fedelissimi saranno domani a Roma insieme al M5s di Giuseppe Conte e all’alleanza Verdi-Sinistra del tandem Bonelli-Fratoianni.
Oggi all’iniziativa “Due popoli, due Stati, un destino” organizzata dall’ex Terzo Polo a Milano ci saranno l’ex ostaggio Aviva Siegel, rapita il 7 ottobre 2023 e poi rilasciata, e il dissidente palestinese Hamza Howidy, ma anche diversi volti di spicco dell’area riformista del Pd. Dalla principale rivale di Elly Schlein, ossia Pina Picierno, a Lorenzo Guerini, passando per Giorgio Gori, Filippo Sensi, Marianna Madia, Walter Verini, Virginio Merola. Una scelta forte e chiara, un messaggio che la segretaria sarà costretta a leggere.
Perché per quanto il Nazareno si sforzi a promettere una piazza piena a Roma, non può passare inosservata la frattura interna. La Schlein sembra distante anni luce dal blocco riformista, decisa a tenersi stretta l’alleanza con Conte, Fratoianni e Bonelli, dimenticando evidentemente tutte le differenze tra i vari partiti sui principali dossier interni e internazionali. Basti pensare che per evitare polemiche, domani i leader interverranno sul palco in ordine alfabetico, evidenzia il Corriere della Sera.
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Ma proprio l’elenco degli oratori alla manifestazione capitolina è tra i motivi di tensione. I riformisti hanno chiesto un elenco dei presenti che non è stato ancora fornito perché “è ancora in corso di definizione”. In realtà la ragione sarebbe un’altra: alcuni nomi proposti dal M5S e da Avs sono difficilmente digeribili per il Pd. Ospiti sgraditi, in altri termini. Tra gli oratori previsti ci sarà sicuramente Gad Lerner, probabili anche Luisa Morgantini di Assopace Palestina e la storica Anna Foa, autrice de “Il suicidio di Israele”, ma il nome destinato a sollevare un polverone è quello di Rula Jebreal, contestato da numerosi esponenti dem.
In un’intervista al Corriere, la Picierno non si è nascosta dietro un dito. La sinistra scende in piazza diviso per “esigenze di politica interna”. E non è mancata la stoccata alla Schlein: “Credo sarebbe stato più utile non escludere nessuno, soprattutto quando si ha il sospetto che questo avvenga solo per alleviare i pruriti di qualche alleato riottoso. Ma tant’è” E ancora: “Mi pare sia emersa la necessità di distinguere piuttosto che unire. E credo si sia piegato il bisogno di mobilitarsi per esprimere lo sdegno per quanto sta accadendo in Medio Oriente alle esigenze di politica interna. Onestamente credo non interessi né agli israeliani né ai palestinesi la presunta purezza ideologica di chi manifesta o il perimetro del campo largo”.
Come si può puntare a Palazzo Chigi se non si riesce a tenere insieme nemmeno il partito? Come si può accettare la divisione in piazza quando le due manifestazioni dicono la stessa cosa? La Schlein non darà mai una risposta, nemmeno i suoi house organ. Ma questa distanza conferma che l’asticella della tensione è piuttosto alta e la spaccatura potrebbe essere irreversibile. Non è ancora tempo di parlare di scissione, ma ciò che è certo è che la Schlein non sembra interessata a dialogare con i riformisti, forte del sostegno della sua cerchia. Anche se il problema non è il sostegno, ma la differenza di vedute. Insomma, mentre qualcuno gioca già al totoministri, le crepe si fanno sempre più visibili…
Franco Lodige, 6 giugno 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


