Commenti all'articolo Una mail a Conte: accosti, voglio scendere

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ancoraparli
ancoraparli
29 Settembre 2020 11:57

una cosa gli esperti del covid non chiariranno mai.. ma com’è che quando i contagi sono alti nelle regioni governate dal centrodestra la colpa è dei governatori e invece quando succede in quelle governate, si fa per dire, da loro, tipo adesso in lazio e campania, è colpa dei cittadini irresponsabili?? come per le navi ONG, quando le blocca salvini per 4gg è sequestro di persona, quando le bloccano loro per 11 giorni, specie in campagna elettorale, tutti zitti,tutti buoni, nessuno indaga,la grancassa di regime non si indigna nè starnazza su stampa e tv e tantomeno i patetici buonisti a targhe alterne alla fratoianni o del rio si sognano di abbordarla con tanto di bivacco sul ponte con claque mediatica buonista al seguito. e come possa essere minimamente credibile e preso in considerazione dalle cancellerie europee uno che cambia maggioranze come le cravatte e si rimangia virgola per virgola ogni parola, ogni singolo atto, ogni singolo provvedimento preso nella sua vita politica precedente,quando era fieramente grillo-leghista, se non fosse che è stato piazzato lì proprio da loro e imposto alla faccia della volontà popolare ( questi sono quelli che poi danno lezioni di dempocrazia a putin e lukashenko…ma fatemi il piacere) con la scusa di quella truffa politico-istituzionale nota come “democrazia” parlamentare, emblema e fulcro della costituzione più partitocratica e… Leggi il resto »

honhil
honhil
29 Settembre 2020 11:37

Intanto, l’accosti voglio scendere decine e decine di volte al giorno si ripete sulle coste dello Stivale per dare modo di mettere piede, clandestinamente, in Italy, ai boy africani. E quando questo non succede, è dai cosiddetti centri di raccolta che si scappa. E così un giorno sì e l’altro pure da qualche parte si legge che dai «Centri migranti fuori controllo (dell’agrigentino): altri, e i numeri a due e tre cifre si sprecano, si dileguano nel nulla».
Agrigento, una delle ultime province dove ancora la fame si raccoglie a palate, mentre le istituzioni a tutti i livelli sono in altre faccende affaccendate, non passa giorno che non porta pena con l’accompagno di covid-19. Invasa com’è dai fratelli africani a cui tutto è permesso fare: compreso quello di mettere a repentaglio la salute di quella gente a loro insindacabile piacimento. Con il contorno di prostituzione, traffico e smercio di stupefacenti che nel tempo hanno lasciato e che giorno per giorno rinfocolano.
Nulla potendo chiedere a quell’arcivescovo che a quanto pare ama tanto propugnare il multiculturalismo, e dire che su quell’unghia di terra, da sempre abbondata dallo stato e pure dai santi, l’indigenza oramai ha preso definitivamente dimora negli occhi della gente. Ma quel Prefetto in questo sfascio istituzionale che ruolo ha?

Albert Nextein
Albert Nextein
28 Settembre 2020 21:57

Tre sono le azioni che un popolo consapevole, determinato e amante della libertà può intraprendere.
Non votare.
Non pagare le tasse.
Scendere in armi.
Ruggeri si è dimenticato la più temuta, la seconda, che è la più efficace e praticabile da parte di un popolo vessato, ingannato, stanco, impoverito.
Ruggeri, manca anche un’altra cosa fondamentale.
Un vero catalizzatore delle azioni popolari.
Tratta del catalizzatore, la prossima volta.

kahhhtt
kahhhtt
28 Settembre 2020 20:37

Esiste un’ arma rivoluzionaria che non si scarica, non necessita di porto d’ armi e non costa niente. Solo il coraggio di usarla. Si chiama “Non pago”.
Persino lo “Stato” la usa da decenni per combattere i suoi fornitori….