Commenti all'articolo Uno studio rivela: siamo un popolo sull’orlo di una crisi di nervi

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Valter
Valter
16 Giugno 2019 18:02

Tutto vero, storia e panorami favolosi, imprese combattive, ricchezza risparmiata, eppure siamo incazzati. E con chi ? Semplicemente con questo stato bugiardo che non è al servizio del cittadino ma solo delle sue burocrazie, con una magistratura che esonda dai suoi poteri sostituendosi alla già “sinistra” politica della sinistra per instaurare uno stato etico nemico dell’idea di stato liberaldemocratico. Che maneggia i codici come clave per annientare i suoi nemici politici mentre non si preoccupa di proteggere i cittadini dai criminali. Siamo incazzati perché non ne possiamo più di scomuniche papali a chi rifiuta l’invasione di clandestini, non ne possiamo più di ONG, di cardinali elettricisti, di preti comunisti e di commissari europei socialisti che ci comminano penitenze per quelli che loro ritengono siano i peccati di inosservanza del pensiero unico. Basta per essere incazzati? A mio parere basta e avanza per scendere in piazza con o senza gilet e ribaltare qualche tavolo !

honhil
honhil
16 Giugno 2019 10:25

Forse i ricercatori hanno capito poco di quel fiume di sentimenti tumultuoso che hanno solcato. Non hanno capito cioè, forse per la dottrina imperante del politicamente corretto, che siamo un popolo che non ne può più dei soprusi dell’Ue. Un popolo che o reagisce o scoppia. Anche se ancora non è del tutto una mina vagante. Dato che ancora frequenta le urne elettorali e ha scelto la via democratica della svolta.
Intanto, «la Merkel ci manda i migranti “Storditi e sedati sull’aereo”». Se non è una congiura o di congiura non si vuole parlare, né si vuole ricorrere a complotto, cospirazione, intrigo, macchinazione, trama, allora bisogna coniare un nuovo sinonimo ad hoc. Poiché alla luce dei fatti, da una parte l’Ue, e tutte le strutture cosiddette progressiste e con vista sul mondo, incanala, con trucchetti sinistri, tutti gli sbarchi sulle coste dello Stivale e dall’altra i suoi Stati membri ci rifilano (utilizzando qualcuno metodi degni dell’ex Stasi) tutti gli extracomunitari che verso di loro migrano. Che senso ha stare in questa Europa? E’ pur vero che la Sicilia ha esportato la Mafia in ogni dove, ma ciò non autorizza nessuno, ma proprio nessuno, Merkel e Macron compresi, a praticare atti e atteggiamenti mafiosi.

Tullio Pascoli
Tullio Pascoli
15 Giugno 2019 22:02

Così come i Popoli tendenziosamente anarchici – e noi lo siamo – abbiamo una creatività invidiabile; sappiamo improvvisare come pochi al mondo. Ma siamo stati viziati, prima dalla nostra cara mamma che ci faceva tutto per farci sentire ben seguiti e curati; poi, sono arrivati i politicanti che ci hanno raccontato che noi abbiamo più diritti che doveri.

Insomma, ci hanno tolto la voglia di arrangiarci, di assumerci le nostre responsabilità, di metterci alla prova come hanno fatto i nostri nonni ed i nostri genitori e così, abbiamo perso ogni incentivo di confrontarci con i rischi.

In conclusione, siamo diventati un popolo di pessimisti che non vogliono più arrotolarsi le maniche e che aspettano che qualcuno prenda iniziative in nostra vece.

È la conseguenza di politiche socializzanti, dove il potere pubblico si assume ogni genere di incarichi e non incoraggia gli individui a sforzarsi…

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
15 Giugno 2019 21:25

Se mi ricordo bene la ripresa dell’Italia dopo la fine dell’ultima guerra posso dire che tutti lavoravano e furiosamente e in condizioni miserrime e abbiamo ricostruito il paese. Che successe? Si cominciava dal niente e quando dico il niente voglio dire norme, leggi, autoritá arbitrarie e corruzzione.
Dobbiamo fare tabula ras come fece l’imperatore Marjoranus che sfortunatamente non visse a lungo e di cui si conoscono nove leggi che indicano che anche nella decadenza di Roma poteva sorgere una persona dalla mente equanime, razionale e vicina al popolo eliminando le infrastruttue burocratiche intermdiare tra i comuni e il potere centrale..