Qui al bar, ogni tanto, abbiamo bisogno di discutere anche di argomenti leggeri, perché, a quanto pare, da noi si riesce a litigare non solo sulla politica, ma pure sull’arbitraggio delle partite di serie A. E allora ci siamo goduti l’epopea del pentastellato Danilo Toninelli, ex ministro delle Infrastrutture, uno a cui piaceva tanto andare sul monopattino e che per una volta che ha preso la macchina si è ritrovato la multa. La sua infrazione: non ha messo il disco orario “per dieci minuti”. Sarà capitato a tutti noi, lo confessiamo.
Di solito non succede niente. Lui, in una “landa desolata della Lombardia”, è stato sfortunato: l’unica anima nei paraggi era quella del vigile che gli ha elevato la contravvenzione. Toninelli ha affidato ai social la sua indignazione per quello che considera un metodo che hanno i Comuni per fare cassa. E forse ha anche ragione; giustamente, adesso è arrivata una stretta sugli autovelox non omologati, ad esempio. Una “tassa occulta”, ha detto l’ex ministro.
State a vedere che pure i 5 stelle hanno iniziato a scoprire la libertà senza dirigismo etico, senza Stato che ti sommerge di regole, ti tampina e poi ti salassa. Continuando così, forse, Toninelli scoprirà pure la “tassa occulta” della transizione ecologica e la tassa palese che sono stati il reddito di cittadinanza e il Superbonus di Giuseppe Conte, costato oltre 120 miliardi e finito in media a proprietari con 50mila euro di reddito annuo. A proposito: chi sbaglia, per quanto beffarda sia la legge, paga. Anche se ha il diritto di rosicare. Tutti uguali, noi al bar e Toninelli: uno vale uno…
Il barista, 20 febbraio 2026
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