
Come rovinare una manifestazione dai nobili fini… potrebbe essere sintetizzato con queste poche parole la lodevole iniziativa delle forze politiche di opposizione che, nelle intenzioni, sarebbe dovuta essere un accorato appello universale per fermare il conflitto in Medio Oriente. A dispetto delle migliori intenzioni, e come la sinistra ha sempre gettato al vento quelle poche iniziative degne di nota e rispetto, sono stati traditi i presupposti fondamentali in nome dei quali l’evento aveva ragion d’essere, ovvero far sentire la voce dell’Italia (non solo del Pd ed alleati vari) affinché giungesse all’establishment del governo israeliano la condanna di ciò che sta accadendo nella striscia di Gaza.
Prima di addentrarci in considerazioni ed analisi in merito a quanto abbiamo assistito in una piazza gremita, è d’uopo (come dicevano i latini opus est o necesse est) riportare alla memoria alcune “esternazioni” a favore d’Israele, e prese di posizione varie, che il Pd (neanche a dirlo) ha “usato” per avere il solito alibi di definire “fasciste” le formazioni di destra.
Antisemitismo usato a convenienza
Di solito la memoria delle “masse”, oggetto di messaggi subliminali continui, escogitati ad arte da una certa politica, affinché “dimentichino il passato”, è facilmente plasmabile e “cancellabile” a fronte di nuove cause forti ed intense da dare in pasto ai media per coprire prese di posizione che non si vuole la gente ricordi. Mi riferisco, tra le altre cose, all’antisemitismo utilizzato spesso come cavallo di battaglia dalle sinistre per rievocare lo spettro del “fascismo” ogni qualvolta ci si avvicinava a tornate elettorali o in vista di importanti provvedimenti legislativi.
È il caso, ad esempio, dei molteplici scontri tra le rispettabilissima e stimabilissima Liliana Segre, icona per le battaglie anti-razziali (che ricordiamo aver avuto il marito esponente Msi…), ed i partiti di destra, sia in occasione della riforma Costituzionale sul premierato (che le sinistre hanno, ovviamente, cavalcato); lo scontro sulle frange estreme di destra (che Meloni ha fermamente condannato) piuttosto che il tentativo di introdurre i “divieti di utilizzo di alcuni termini” perché sessisti o antisemiti.
In pratica il solito uso strumentale pro domo propria dei concetti di antisemitismo e razzismo al solo scopo di racimolare consensi, esattamente come le “spedizioni” farsa in Medio Oriente per dimostrare al popolo da che parte stare… per non parlare della famosa visita in carcere agli assassini del Maresciallo Cerciello per “accertarsi delle loro condizioni” anziché recarsi dalla vedova per darle conforto.
Il paradosso dell’anti-antisemitismo
Scendere in piazza per Gaza è giusto e nobile, utilizzare la causa per gettar discredito sul Governo lo è molto meno ed è un chiaro segnale di quanto siano caduti in basso i partiti di opposizione ed i loro leder. Ascoltando le parole degli oratori che si sono susseguiti ho sentito Schlein additare come codardo il governo Meloni che, secondo Lei, “non prende posizione nella vicenda”.
Una caduta stile, innanzitutto, ed una paradossale condanna ad una premier che per anni è stata accusata di “tacere sui rigurgiti antisemiti ed essere vicina alle formazioni più estreme contro gli ebrei”; oggi, invece, viene condannata per l’opposto, ovvero di esser a favore di Israele, un’autentica falsità. Idem Conte, che ha definito “immobile il governo di fronte alle vittime di Gaza”, altra assoluta menzogna considerando che: sia la Premier che il Ministro degli Esteri, e gli organi coinvolti, stanno mettendo in campo tutte le risorse possibili per fermare Netanyahu; oltretutto non dimenticando i rapporti che intercorrono tra l’Occidente (tutto) ed Israele e, soprattutto, tra Usa e lo Stato Ebraico.
Israele, il cui Governo attuale va pesantemente condannato, non è Netanyahu, così come l’islam moderato non è Hamas; Israele è un avamposto Usa in Medio Oriente per contrastare gli estremismi islamici. Ciò che sta accadendo oggi a Gaza accade da oltre mezzo secolo senza che nessuna Nazione Occidentale abbia mai opposto alcunché alla costante ed incessante sottrazione di territorio da parte di Israele alla Palestina.
Il solito uso strumentale delle cause
Ecco, quindi, le piazze riempite da gente (non solo di sinistra) che ritiene ingiusto ciò che si sta verificando in quella maledetta striscia di terra. Avremmo dovuto ascoltare discorsi da statisti, excursus storici per spiegare a tutti perché in Medio Oriente si sia giunti a questo punto, partendo dalla conferenza di Yalta e non dall’attentato del 7 ottobre. Abbiamo invece assistito alle solite invettive di chi ormai è alla frutta e non perde occasione per aizzare le folle contro un governo legittimo, che oltretutto sta lavorando per far finire l’offensiva israeliana.
Questa volta, però, non hanno potuto issare la bandiera dell’antisemitismo, usata fino a “ieri” a convenienza (perché in questo caso i cattivi sono gli ebrei) e, in mancanza di argomenti, cultura storica, ed onestà intellettuale, hanno imbracciato i “fucili virtuali dell’odio” per trasformare una piazza giusta in un vile ulteriore attacco ad un Governo che, contrariamente alle loro menzogne, si sta battendo per la pace.
Antonino Papa, 7 giugno 2025
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