
Un incendio è divampato il 20 novembre 2025 durante la Cop30, la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, in corso a Belém, in Brasile. Le fiamme si sono originate nella zona dei padiglioni, costringendo gli organizzatori ad evacuare tutti i partecipanti verso la “green zone”, un’area sicura situata dall’altra parte del complesso. L’incidente ha causato momenti di panico tra i presenti, ma non si segnalano feriti. Una densa colonna di fumo era visibile anche dall’esterno del sito.
Gli addetti alla sicurezza hanno cercato di domare le fiamme utilizzando gli estintori, in attesa dell’arrivo dei vigili del fuoco, giunti poco dopo per mettere l’area in sicurezza. Secondo il ministro del Turismo brasiliano, Celso Sabino, l’incendio è stato “sotto controllo” in tempi rapidi. Sabino ha confermato che non ci sono stati feriti tra i delegati. Il governatore dello Stato di Pará, Helder Barbalho, ha dichiarato che le squadre tecniche stanno esaminando due ipotesi sulle cause: un possibile guasto a un generatore o un cortocircuito verificatosi in uno stand.
I negoziati vanno avanti
L’incendio si è verificato nella zona B, nei pressi dell’ingresso principale e vicino al padiglione Italia. Le attività della conferenza nella zona interessata sono state sospese in attesa del via libera ufficiale da parte dei vigili del fuoco. Nel frattempo, l’organizzazione ha dichiarato che il programma della Cop30 proseguirà nelle aree non coinvolte dall’incendio, mantenendo l’attenzione sui negoziati climatici in corso.
Proposte climatiche
Tra le proposte principali, l’Unione Europea ha presentato una tabella di marcia per promuovere la transizione energetica e la protezione delle foreste. L’Italia, inizialmente non aderente, ha dato il suo sostegno alla roadmap per l’eliminazione graduale dei combustibili fossili, che mira a limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali.
Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è intervenuto nella fase finale dei negoziati per difendere la proposta di una roadmap globale per l’eliminazione dei combustibili fossili, che dovrebbe essere completata entro il 2040. Lula ha incontrato varie delegazioni, tra cui Cina, India, Indonesia e Paesi arabi, cercando di superare le resistenze dei principali produttori di petrolio.
Durante i negoziati, l’Articolazione dei Popoli Indigeni del Brasile (Apib), guidata dal coordinatore Dinamam Tuxá, ha chiesto l’inclusione dei contributi indigeni come politiche climatiche misurabili, insieme a nuove demarcazioni territoriali. Allo stesso tempo, Caterina Sarfatti, direttrice della rete globale C40, ha evidenziato l’importanza del coinvolgimento di governi locali nei testi negoziali.
Chissà se alla fine, dall’accordo sui combustibili fossili, sconteranno anche la C02 emessa da questo inatteso incendio…
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