Cronaca

Va bene, prof inclusivi: quel coltello fermatelo voi col corso gender

Tra antisemitismo, violenza e occupazioni, l’unica cosa vietata è proteggere studenti e docenti

la spezia accoltellato scuola Immagine che circola nelle chat dei ragazzi della scuola
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Al liceo Virgilio di Milano, dove spirano dolci brezze antisemite, c’è gran fermento, anzi proprio gran casino, non si fa che mormorare del nostro articolo sulla occupazione, tuttora in corso, contro gli ebrei nella Giornata della Memoria e fatalmente s’è aperta la caccia alla talpa: puntano, però, l’ipotesi sbagliata, nemmeno se l’immaginano, perché la faglia acquifera, quella sì, delle spiate, è scentrata. L’accusa, comunque, non è di avere spifferato balle ma il contrario, la verità gli fa male lo so, che volete, la sensibilità democratica di sinistra nasconde sempre un’anima da politburo, da delatori, da Beria: i panni sporchi non si lavano in pubblico, anzi non si lavano proprio. Ma che volete? In questo periodo ci sentiamo un po’ tutti Corona, che oltretutto fa i soldi matti, beato lui, e così non escludiamo di rivelare alcune chat, dagli insegnanti dello stesso liceo, già in prima linea per il NO al referendum, che a scuola non dovrebbe entrarci e invece entra perché tutto fa brodo di propaganda (erano gli stessi che si mobilitavano per il SÌ alle chiusure pandemiche, con tanto di previsioni statistiche sballate, avremo un milione, un miliardo di morti altrimenti). Ma vi terremo informati sulle prossime iniziative e ospitate: è una promessa.

Quest’oggi, però, vogliamo parlarvi d’altri istituti ad altre latitudini, per esempio lo spezzino Einaudi-Chiodo dove un maranza aveva sbudellato un compagno egizio di religione copta, ringraziando subito Allah. E va beh, cose che capitano, episodio marginale per il quale il nostro ministro scolastico Valditara aveva invitato a “non cedere all’allarmismo”. Ma certo, un morto ammazzato a scuola non basta, due non bastano, tre non basteranno. Ci vuole un certo numero di soglia, raggiunto il quale il governo si preoccuperà per la propria sorte e si deciderà ad adottare le dovute misure. Una ce n’era, i metal detector, ma, come troppo facilmente previsto (da noi), è subito saltata ovvero, abbiamo letto, gli illuminati insegnanti non l’ammettono, non l’accettano: sono repressivi, fuori luogo, ascoltare non punire. Bene, siamo in grado di anticiparvi le prossime mosse ovvero il pacchetto sicurezza auspicato dal corpo docente dell’Einaudi-Chiodo e di altre scuole dalla Alpi a Capo Passero.

Si tengano pure questi benedetti metal detector, però, per non mettersi contro il Vaticano, l’Ucoii, il PD, l’Anpi, la Cgil, l’ANM, Hamas, li si propongano con la dovuta prudenza: metal detector a rotelle, dipinti arcobaleno, con possibilità per gli studenti di disattivarli all’insegna dell’autoresponsabilità, accorati moniti ministeriali ad amarsi responsabilmente col fiore in bocca. Tornelli e detector dureranno un paio di settimane durante le quali verranno progressivamente devastati e quindi smantellati.

“In sostituzione”, l’annunciato Pacchetto Sicurezza sulle problematiche dell’educazione affettiva ed inclusiva comprenderà: corsi gender per islamici lamellati, film di Sorrentino e Cortellesi, proiezioni di Benigni sulla Costituzione, lezioni intensive sul No al referendum, assemblee “dal fiume al mare”, happening coi flotilleri, pastasciutte antifà, attività artistiche con maestri lealisti palestinesi, iraniani, venezuelani, sfilate di moda con Gino Cecchettin, campionati di freccette al bersaglio patriarcale, approfondimenti sullo spaccio di droghe solidale – assumi ormoni per la decrescita sessuale responsabilmente, come realizzare a scuola un sito modello Fanpage, recita della piéce “Siamo tutti Bitini”, stage di depotenziamento delle parole, apprendimento veloce di nonviolenza con gli esperti Ilaria Salis, Luca Casarini e membre & membri di Askatasuna, cattedre a Chiara Ferragni, Fabrizio Corona e i coniugi Morettì, presidenza onoraria per un giorno a Greta, visione con dibattito incorporato del docufilm “Il nuovo marxismo tra Alexandra Ocasio-Cortez e Valentino Garavani”, audizioni stile X Factor con aspiranti trapper maranza e diversamente magre polisessuali dimagrite davvero, campionati di accoltellamento responsabile, webinar su alcolismo inclusivo precoce, tecniche di assalto ai musei in nome dell’ecologismo radicale, incontri con Diego e Tatiana, esperti nell’arte della fuga per diventare famosi.

Ovviamente non basterà, ovvero sarà troppo: mentre la sinistra compatta bolla il pacchetto sicurezza come discriminatorio e repressivo, la destra si spacca: una parte lo giudica eccessivo, un’altra punitivo. Si decide dunque di soprassedere orientandosi verso soluzioni ancor più sfumate, perfino soavi; spazio dunque alle “parole inclusive” che piacciono alla sinistra giornalera, tipo le intuizioni canore di Achille Lauro, “amore mio verameende, se non mi ami muoio cciovaneee” (la musica copia i Procol Harum di A wither pale of shade roba di quasi 60 anni fa, ma basta non saperlo e poi che sarà mai, coi giornalisti che si fanno scrivere dall’intelligenza artificiale…), seguite, ma a debita distanza, dalle liriche delicate del Metastasio, Aleardo Aleardi e Ippolito Pindemonte, “malinconia ninfa gentil”.

Max Del Papa, 30 gennaio 2026

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