Vaccini, è ora di parlare degli effetti collaterali gravi

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di Paolo Becchi e Giovanni Zibordi

Roberto Castelli, ex ministro della Giustizia nei governi Berlusconi, in apertura della puntata del 28 settembre di Tagadà, su La7, alla domanda di Tiziana Panella – “Come andiamo?” gela la platea e i virologi presenti “Sono una vittima del vaccino… Mi sono vaccinato a fine luglio, ho passato agosto e settembre con la febbre”, racconta Castelli, “Ho degli esami che dicono che sono ad altissimo rischio trombosi. Incrocio le dita e spero di uscirne”. “Il paradosso è che mia moglie non si è vaccinata, ha fatto il Covid, e sta benissimo. Da questo punto di vista dovrei essere oscurato da Telegram”.

Il virologo d’ufficio presente alla trasmissione, interrogato, bofonchia: “è una cosa che va approfondita… non c’è una relazione sistematica quantitativa, potrebbero esserci altri fattori…”. Nessuna correlazione è il mantra. Roberto Castelli non è per niente polemico, anzi sorride per tutto il tempo, ma insiste: “sono un morto che cammina secondo i miei medici, sono già stato due volte in codice giallo al Pronto Soccorso. Prima stavo benissimo”.

Grazie al fatto che Castelli è un ex Ministro e pensiamo, anche al fatto che non aveva preannunciato esattamente cosa avrebbe detto, per la prima volta da gennaio abbiamo avuto in una trasmissione la testimonianza di una vittima dei vaccini Pfizer o Moderna (o Astrazeneca, ma in questo caso, essendo stato vaccinato a luglio si presume Pfizer o Moderna).

Finora si dovevano consultare siti alternativi o pagine Facebook o Twitter che venivano sistematicamente bloccate o canali Telegram (il principale è stato oscurato oggi dalla polizia postale su richiesta del tribunale). Ma chi avesse trovato uno dei canali web in cui si collezionano i ritagli di cronaca locale di casi di trombosi, infarto e “malore improvviso” post vaccinazione, può contarne ora più di 1,000.

I dati in Usa e Australia

Questo è in linea con il fatto che negli Stati Uniti il sistema di segnalazione dei casi avversi al vaccino riporta ora 20mila casi di disabilità varie gravi e 15mila decessi. Facendo la proporzioni tra la popolazione americana e italiana (5,5), si tratterebbe qui di 4mila casi di disabilità, simili a quello riportato da Castelli e circa 2,900 decessi. In Australia, per fare un altro termine di confronto, con circa ¼ dei vaccinati dell’Italia, il sistema sanitario riporta 531 decessi. Il Ministero della Sanità australiano questa settimana, dopo mesi, ha fornito un totale morti dopo tutti gli altri 25 vaccini in uso da decenni e sono 60 decessi in 50 anni per 25 vaccini di tutti i generi, da quelli dell’influenza, a quelli dei bambini e quelli per malattie tropicali

Per i tre vaccini Covid in uso in Australia, gli stessi dell’Italia, i morti aggiornati ad un mese fa erano 531.

Che si leggano le statistiche, o le cronache locali in cerca dei casi di “morto per malore improvviso”, o si ascoltino sui vari sociale testimonianze come quella miracolosamente apparsa ora in TV dell’ex Ministro Castelli, è evidente che i danni di questi farmaci messi a punto in pochi mesi sono di una scala di grandezza mai vista prima nella storia della medicina per nessun vaccino o farmaco.

Chi scrive ha cercato di pubblicare non solo sui canali Twitter o web social, ma anche su giornali e pubblicazioni online questi fatti e ora sta per dare alle stampe anche un libro con statistiche e studi al riguardo. Ci sono anche appelli di medici e scienziati coraggiosi che chiedono di limitare la vaccinazione al 10 o 15% della popolazione veramente a rischio e di smettere di rincorrere il virus e le sue mutazioni (indotte dalla resistenza alla vaccinazione di massa) con “terze dosi”.

I morti post vaccino: una stima

Al momento, negli ultimi tre mesi, i morti Covid vaccinati stanno aumentando e sono centinaia. In percentuale della popolazione vaccinata sono ancora meno di quelli della popolazione non vaccinata, ma più passano i giorni e più le due percentuali si avvicinano. Questo è quello che è successo in Israele, che da luglio ha preso atto che i vaccinati stavano morendo con Covid nella stessa misura dei non vaccinati e ora ricorre ad una nuova vaccinazione di emergenza. Ma in realtà, se si pensa anche a tutte le vittime rese disabili o decedute post vaccinazione il totale dei morti vaccinati è già pari o superiore. Se usassimo la stessa proporzione rilevata negli Stati Uniti per i morti post vaccinazione finora, 15mila, in Italia sarebbero intorno a 2,800 e quindi circa 300 al mese.

Questi morti, che si ritrovano nelle cronache, ma non nei dati AIFA esistono anche se non sono riportati nel bollettino giornaliero, come esistono le persone a rischio di morte come l’ex Ministro Castelli. L’Aifa non conduce autopsie (il Ministero le sconsiglia), ma usa un algoritmo di un software dell’OMS in cui si imputano alcuni dati riguardo al decesso e risponde sempre “nessuna correlazione” coi vaccini. Ma in Germania ci sono patologi che tengono conferenze stampa parlando dei risultati delle autopsie dei morti post vaccinazione e indicano che sono “molto probabili”. I casi come quelli di Castelli (che per ora può parlare perché è in pericolo, ma in vita) sono centinaia e come noi li leggiamo nelle cronache locali e ne conosciamo personalmente, anche altri li conoscono.

Non è possibile continuare a fare finta di niente forzando a vaccinarsi con questi prodotti chi ancora non si è vaccinato e poi ricominciare da capo a rivaccinare chi già lo ha fatto, perché il vaccino e diventato nel frattempo inefficace. Non è possibile aspettare che sia un ex Ministro che ne finisca vittima per fare un primo timido accenno in TV. I dati di altri paesi, come gli Stati Uniti, indicano che sono probabilmente alcune migliaia questi casi e per le persone sane è un rischio inaccettabile, visto che esistono cure per  guarire da questa malattia.  Bisogna aprire un dibattito pubblico e porsi il problema di mettere uno stop alla vaccinazione indiscriminata di massa.

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