Qui al bar forse avremo poca coscienza ecologica, anche se adottiamo tutte le norme sul risparmio energetico nella speranza di un risparmio economico nelle mostruose bollette. Però ci sforziamo di usare il cervello, di esaminare razionalmente le questioni.
Così, abbiamo scoperto che, secondo i dati della Commissione europea, le emissioni globali sono aumentate di 1,5 punti l’anno dal 1990 a oggi e, dunque, nel 2024 sono state superiori del 65% rispetto a 34 anni prima. Ma chi è che inquina – e sempre di più? L’Occidente cattivo? L’Europa che in nome del Green deal sta sfasciando la sua industria e impoverendo i cittadini?
Ora, il 66,2% delle emissioni è ricollegabile a Cina, Usa, India, Russia, Ue, Indonesia, Brasile e Giappone. Ma mentre Ue e Giappone hanno tagliato i livelli d gas serra, gli altri Stati continuano ad aumentarli, sia pure di poco. Fottendosene di nobili propositi e richiami al coordinamento globale. La domanda, allora, sorge spontanea: se siamo già green, perché il masochistico Green deal?
E perché noi dovremmo arrivare a quota zero emissioni, se poi in Cina sbuffano decine e decine di centrali a carbone? Che seno avrebbe? Da quando l’Europa ha messo nei trattati il dogma del tafazzismo?
Il Barista, 10 settembre 2025
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