“Very close”. Cosa c’era nel biglietto di Rubio a Trump poco prima dell’intesa su Gaza

Il Segretario di Stato irrompe durante l'incontro alla Casa Bianca: "Devi approvarci un post su Truth prima possibile"

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Trump Rubio accordo di pace

Durante l’incontro alla Casa Bianca l’8 ottobre 2025, il presidente Donald Trump è stato avvicinato dal segretario di Stato Marco Rubio, che gli ha passato un bigliettino scritto a mano con il messaggio: “Very close” (“Molto vicino”) e la richiesta esplicita: “Abbiamo bisogno che approvi un post su Truth appena possibile, in modo da poter annunciare l’accordo per primo”. Il momento è stato immortalato dal fotoreporter Evan Vucci. Due ore dopo, Trump ha pubblicato un post su Truth Social, anticipando l’annuncio ufficiale dell’accordo sulla Striscia di Gaza e definendolo un “grande passo verso una pace forte, duratura ed eterna”.

Il post di Trump

Il testo di Donald è piombato come una inattesa svolta sul tremendo conflitto che andava avanti da ormai due anni. Si legge su Truth: “Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno firmato entrambi la prima Fase del nostro Accordo di Pace. Questo significa che TUTTI gli ostaggi saranno rilasciati molto presto e che Israele ritirerà i suoi soldati sulla linea stabilita come d’accordo, come primi passi verso una Pace Forte, Duratura ed Eterna. Tutte le Parti verranno trattate in modo equo! Questo è un GRANDE giorno per il mondo arabo e musulmano, per Israele, tutte le Nazioni circostanti e gli Stati Uniti d’America e ringraziamo i mediatori del Qatar, dell’Egitto, della Turchia, che hanno lavorato con noi per realizzare questo Evento Senza precedenti. SIANO BENEDETTI I MEDIATORI DI PACE!”.

I dettagli dell’accordo tra Israele e Hamas

L’accordo, che rappresenta la prima fase di un piano di pace, include due punti principali: il rilascio progressivo di tutti gli ostaggi detenuti da Hamas e il ritiro parziale delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza, con alcune eccezioni come l’area di Rafah. Il piano prevede che Israele completi il ritiro entro 24 ore dopo l’approvazione ufficiale, seguito dal rilascio degli ostaggi entro 72 ore. Secondo fonti statunitensi, il rilascio potrebbe iniziare entro lunedì 13 ottobre 2025.

Le mappe militari israeliane sono già state modificate per adattarsi alle nuove disposizioni. Tuttavia, questioni più complesse, come il disarmo di Hamas e il futuro governo della Striscia di Gaza, rimangono ancora da negoziare nelle fasi successive.

Il post di Trump e il riconoscimento ai mediatori

Trump ha elogiato pubblicamente il Qatar, l’Egitto e la Turchia per il loro ruolo chiave nei negoziati. Nel suo post ha scritto: “Sono molto orgoglioso di annunciare che Israele e Hamas hanno firmato entrambi la prima Fase del nostro Accordo di Pace. Questo significa che tutti gli ostaggi saranno rilasciati molto presto e che Israele ritirerà i suoi soldati sulla linea stabilita come d’accordo”.

Il presidente ha inoltre sottolineato l’importanza della cooperazione internazionale tra le nazioni coinvolte e ha definito la giornata storica un “grande giorno per il mondo arabo, musulmano e per gli Stati Uniti d’America”.

Il ruolo di Rubio

Il gesto di Rubio, descritto come strategico e ben calcolato, ha evidenziato il peso del controllo narrativo nel contesto diplomatico. Rubio, figura centrale nella politica estera repubblicana, non solo ha giocato un ruolo decisivo nei negoziati, ma ha anche dato importanza alla tempestività comunicativa. Questo ha permesso agli Stati Uniti di assumere la guida nella presentazione dell’accordo all’opinione pubblica mondiale.

Per completare la strategia, Trump ha fatto sapere che potrebbe recarsi personalmente in Medio Oriente, forse già il 12 ottobre, per celebrare il successo diplomatico.

Le prossime sfide

L’annuncio ha generato reazioni entusiaste. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, durante una telefonata con Trump, ha definito l’accordo un momento storico e lo ha invitato a parlare davanti alla Knesset. Hamas ha ringraziato i mediatori internazionali per la loro collaborazione, pur chiedendo garanzie affinché Israele rispetti i termini. Le famiglie degli ostaggi israeliani hanno inviato videomessaggi di gratitudine al presidente americano.

Tuttavia, permangono dubbi sui prossimi sviluppi, tra cui la governance di Gaza e il processo di disarmo di Hamas, che richiederanno ulteriori sforzi negoziali nelle settimane a venire.

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