Cronaca

Vi ricordate la tendina Ilaria? Ha ereditato una casa (e ora entra in politica)

Carramba che sorpresa! L'ex leader della protesta contro il caro affitti ha fatto la skipper e non si è laureata. Premiata con l'Ambrogino d'Oro, ora schifa Milano: "Non ci tornerei"

Tempo di Ilarie. Per dire gentina volatile, duttile, dalla maturità evanescente, ma ferocemente determinata al fancazzismo, possibilmente di potere. Oggi ne abbiamo un’altra, provvidenzialmente dimenticata, ma che torna alla ribalta: il suo nome è Lamera, Ilaria Lamera, bel tempo si spera, storia di una capinera. Lei chi è? Ma io l’ho già sentita questa… Ma sì, certo, è la giovane accampamista, la tendista, quella che, non avendo troppa voglia di sbattersi all’università, si era messa in testa un’idea meravigliosa: infilarsi in una canadese in piazza Leonardo da Vinci a Milano, dove c’è il parco del Politecnico, sperando in una ricaduta mediatica puntualmente piovuta. Ve la ricordate, no, la Ibàrruri dei baraccati ma per finta, quella che lottava a pugno chiuso contro il caro affitti? Visitata dalle sardine, dalle Lelle, dai compagni in Tesla, che ci sperava, insomma, qualsiasi cosa, un reality, una candidatura? Che alla fine era venuto fuori che l’alloggio in realtà ce l’aveva, nella vicinissima via Ampère, e allora era crollata tutta la mitologia della pendolare, evaporati i campi rom da Milano a Capo Passero, bestia che figura? Ma se ve la ricordate, voi fiumane di lettori che seguite chi vi scrive su questa testata, allora vi ricorderete pure la mia profezia: questa non molla, torna nell’oblio ma per riemegere, date solo tempo al tempo, una così alla politica michelazza di stampo AVS non rinuncia, fatela giocare un po’ per il mondo e poi vedete se non torna.

Il tempo è arrivato e Lamera è tornata. È tornata la Rosa Luxemburg del (cam)peggio. Con l’obbligatoria intervista apripista affidata al Corriere della Sera: e c’è davvero da impazzire, io delle volte capisco come in tanti non mi sopportino siccome ci avevo preso ma proprio minuto per minuto, step by step, fino all’ultima scena della commedia o meglio farsa. «Non vivo più a Milano, il problema è sempre il prezzo. Comunque ho preso un’altra strada». Sì, la strada dei 7 mari: «Un catamarano, giri turistici in giornata alla Maddalena». La versione due punto zero di quella famosa che faceva cose, vedeva gente, oggi versione marinaretta. Ovviamente non si è laureata, manco alla triennale, e ha già 24 anni, ma, capite ammè, aveva altro da fare, esperienze, risposte, trovare se sessa e soprattutto una tessera: l’ha trovata, indovina con chi? Indovina mbò? Ma con AVS, che diamine. Se me lo chiedeva a me, poteva risparmiarsi la fatica da mozza, ma tanto era una vita in vacanza. Il Corriere la incalza con domande senza punto interrogativo, oltre i confini del servilismo paternalistico, si vede che la vede già in rampa di lancio politica: “Dalla tenda al catamarano è un bel salto”; “Su e giù con le cime”. Giornalismo spinoso, a schienadritta, sembra Report, non per niente da quelle parti hanno la Gabanelli.

Che dovesse candidarsi con quelli dell’altra Ilaria, la Salis millecavilli, era scritto nel destino, nelle coincidenze esoteriche dell’anagrafe tributaria: vaga, vagante, l’eterna fanciullezza da barchetta “coi benestanti, ma non gente da superyacht”, ma pensa te uno che ancora compra il Corriere cosa deve leggere. «Ora sono disoccupata, cerco un impiego [l’ha trovato, nella politica navigante] ma vorrei anche finire la triennale al Poli [aspetta e tesserati]. La Costa Smeralda è però diventata la mia seconda casa [eh certo, il tipico luogo del proletariato eternamente studentesco]: il mio compagno è sardo e anche lui fa lo skipper».

L’insostenibile leggerezza dell’essere ereditiera: «Ho la fortuna di avere ereditato una casa di famiglia». Carramba, che sorpresa! Le manca solo la Tesla. Naturalmente, per dar corpo alla panna montata occorre tornare alla polemica classista immobiliare e allora giù con la denuncia, signora mia, «Assolutamente. Trovare una stanza è un incubo, non a caso anche io dopo tanto tempo ricevo telefonate. Sono nati diversi studentati, eppure le camere convenzionate rimangono poche. Tutte le altre sono a prezzo di mercato e addirittura si sono inventati il ‘tutto compreso’: servizi extra obbligatori, ti conteggiano senza poter scegliere il personale che rifà la camera. Al Villaggio Olimpico una singola può superare i mille euro. Tra l’altro, se uno se ne va di casa a 18 anni è anche perché il letto dovrebbe imparare a rifarselo da solo…». Roba magari anche condivisibile, non fosse che a quest’altra paravelista di tutta la faccenda non importava una emerita cazza la randa, serviva esclusivamente per mettersi in mostra e trasformare i desideri (di vivere alla grande) in pretese, le pretese in diritti, i diritti in candidatura.

A Bèrghem, antica terra leghista, ma lei è una camalla rossa e verde, ambientalista e palestinese. Insomma l’ennesima furbastrata della politica come bene rifugio, ultima spes per chi cerca un centro di gravità permamente, ancorata a una boa a forma di poltrona: «Sono iscritta a Ingegneria ambientale ma ancora non ho finito la triennale perché, nel 2024, ho deciso di frequentare un corso Its – percorso di alta specializzazione tecnologica alternativo all’università – sulla sostenibilità. Erano previste mille ore di tirocinio e le ho svolte in Comune a Bergamo. Ho terminato a dicembre 2025». Poi un altro anno sabatico, tanto a quanto pare deve avere la fortuna di avere una famiglia che provvede. Brava bene bis.

A una così il comune di Milano, la città che lei malediva tutti i giorni che si alzava in tenda, il sindaco Sala ha mollato l’Ambrogino d’Oro (si dissocerà da se stesso anche stavolta, come con la Ferragni?), a conferma che la politica ormai è oltre delirio e paura e anche oltre Wanna Marchi, che personalmente dopo il Campidoglio vedremmo bene al Quirinale. Nessun dubbio che Lamera Ilaria verrà votata a Bergamo (e poi chissà…), se nella Mediolanum a ztl hanno votato, per lo stesso partito, la Salis Ilaria. E così avremo un’altra Ambrogina da sovvenzionare, siccome signora mia guardi, non se ne può più, io dovevo perfino farmi il letto da sola, ma chi ci torna in quella Milano di merda anche se mi hanno premiata, ma se una non eredità la casetta di papi, me lo dice lei come fa?

Max Del Papa, 14 ottobre 2026

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