Vi ricordate le tendine? Acqua passata: l’ultima grande idea del Pd

Elly Schlein lancia la proposta per gli studenti: bonus e ancora bonus, sempre a spese del contribuente

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schlein tende

La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha illustrato presso la sede del Nazareno una nuova proposta di legge che mira a introdurre un contributo economico destinato agli studenti tra i 14 e i 24 anni. Il provvedimento prevede un sostegno fino a 300 euro per l’acquisto di abbonamenti ai mezzi di trasporto, da utilizzare nel percorso quotidiano tra il domicilio e l’istituto scolastico o universitario. In aggiunta, un bonus di 250 euro per consentire ai fuorisede il diritto al rientro.

Dopo aver cavalcato le protese delle tendine (vi ricordate?), con la proposta odierna, il Partito Democratico conferma ancora una volta l’antico vizio della sinistra italiana: affidarsi a misure assistenzialistiche a breve termine e prive di uno sguardo concreto verso il futuro.

La proposta del bonus per garantire il trasporto pubblico locale gratuito agli studenti non è che l’ennesima elargizione selettiva di fondi pubblici che, sotto l’apparente voglia di ricercare equità sociale, cela una strategia inefficace e regressiva, destinata a gravare ulteriormente sui conti della collettività senza risolvere in alcun modo le lacune del trasporto locale o, più genericamente, della mobilità dei giovani e non.

La misura, apparentemente pensata per alleviare i costi di chi si sposta quotidianamente per studiare, ricade pienamente nella logica di una politica fatta di mancette, in cui si privilegia il consenso immediato rispetto alla voglia di costruire riforme lungimiranti. È un approccio già visto in passato: ricordate il “bonus cultura” introdotto da Renzi, sempre rivolto ai giovanissimi? Un intervento di forte impatto mediatico ma di dubbia efficacia, peraltro scarsamente monitorato e spesso oggetto di abusi: con il bonus 18app si poteva comprare ben oltre il materiale formativo previsto dalle regole. Insomma, la logica dei bonus, scollegata da una riforma complessiva, rappresenta un palliativo di scarsissima rilevanza.

Bisogna peraltro dire che Elly Schlein è sempre stata brava a cavalcare il desiderio di assistenzialismo espresso da alcune fasce della popolazione, basti pensare a come ha coccolato la sgangherata protesta degli studenti universitari che a Milano hanno occupato piazzale Leonardo Da Vinci, trasformandola in un accampamento di tende per protestare contro il caro affitti richiedendo un tetto ai mutui (e sostanzialmente violando il principio di libertà economica dei proprietari degli immobili milanesi).

Da un punto di vista liberale, questa impostazione è problematicamente dirigista: lo Stato si assume il compito di redistribuire senza puntare sulla crescita, su investimenti in infrastrutture o incentivi al mercato del lavoro.

Perché non parlare invece di misure di detassazione sui redditi da lavoro, magari per quei giovani che decidono di aprire la partita IVA e si trovano vessati da uno schema allucinante che chiede loro di anticipare le tasse dell’anno X+1 in base a un previsionale di reddito futuro, già all’anno X?

O ancora, perché non puntare su investimenti strutturali nei trasporti locali, oppure incentivi alla concorrenza nel settore della mobilità, capaci di generare benefici duraturi?

Il bonus una tantum, la gratuità dei servizi per alcune fasce della popolazione puzza di vecchio, di caccia al voto e diventa così il simbolo di una sinistra che evita le riforme e parla alla pancia della gente.

Alessandro Bonelli, 9 luglio 2025

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