Virus in laboratorio: nuovi indizi in un video

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Ora che alla Casa Bianca c’è Joe Biden, improvvisamente l’ipotesi del coronavirus uscito dal laboratorio di Wuhan non è più una fake news antiscientifica. Addirittura, uno scienziato, intervistato dal Corriere della Sera, sosteneva che ci sia l’85% delle probabilità che l’origine del Covid sia proprio quella. Va bene, avevamo già capito che certe cose le può dire solo la gente giusta e non i populisti sovranisti sporchi e cattivi.

Intanto, stanno circolando nuovi interessanti documenti che, in effetti, avvalorano l’ipotesi di una “fuga” del Sars-Cov-2 dai laboratori della metropoli dell’Hubei. Fox news ha appena rilanciato un servizio trasmesso nel 2017 dal tg della televisione di Stato cinese, Cctv, che nelle ultime ore sta circolando di nuovo sui media di lingua inglese. Il filmato aveva lo scopo di celebrare le ricerche svolte a Wuhan dall’equipe che si occupava di studiare i pipistrelli.

Involontariamente, infatti, il video rivela come gli standard di sicurezza del centro fossero tutt’altro che elevati. A un certo punto, la virologa Cui Jie riferisce di come, una volta, le zanne di un pipistrello siano riuscite a penetrare i suoi guanti e ricorda di essersi sentita “come se un ago mi avesse punzecchiata”.

Già lo scorso gennaio, erano circolate voci sulle ammissioni di alcuni scienziati che lavoravano nel laboratorio, i quali sostenevano di essere stati morsi dai pipistrelli. E nel lungo servizio della tv cinese, al minuto 8.50, viene inquadrato anche l’arto di una persona che ha ricevuto palesemente un profondo morso da parte di uno dei mammiferi. Gli scienziati rivelano pure di aver ricevuto schizzi di sangue di pipistrello addosso durante gli esperimenti.

Il video mostra chiaramente che alcuni ricercatori manipolano i campioni a mani nude e lo speaker conferma che il rischio di infortuni “esiste ancora”. Nel 2017. Ma quante nuove precauzioni saranno state prese nei due anni successivi? E davvero gli scienziati che, secondo un rapporto dell’intelligence Usa, erano gravemente malati a novembre 2019, avevano contratto il Covid nel laboratorio?

Quando, in Italia, fu ripubblicato un servizio del Tg Leonardo, risalente al 2015, che parlava dei “supervirus” dei pipistrelli, creati artificialmente da un team di studiosi cinesi (guarda caso, dell’ateneo di Wuhan), in collaborazione con gli americani dell’Università del North Carolina, si gridò alla fake news. D’altro canto, il fatto che il Sars-Cov-2 abbia un’origine naturale, come dimostrava uno studio di Nature pubblicato già a marzo 2020, non significa che non si sia potuto formare tra i pipistrelli del famigerato laboratorio dell’Hubei, per poi infettare i ricercatori e, quindi, diffondersi nell’intero pianeta.

In fondo, nel mercato di Wuhan, che era stato individuato come il potenziale focolaio originario dell’infezione, tracce di virus non sono mai state trovate. Il mistero s’infittisce. E la guerra fredda Usa-Cina certo non aiuta a distinguere cosa sia verità e cosa menzogna.

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