Cronaca

Viterbo, il mistero dell’attentato sventato: “Mitra e pistole, pronti a sparare sulla folla”

Arrestati due turchi poco prima della festa di Santa Rosa. Piazzati cecchini sui tetti, Tajani portato in caserma

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La festa poteva trasformarsi in tragedia. E il mistero ora si infittisce. Ieri sera la Digos ha arrestato due uomini a Viterbo sospettati di preparare un attentato terroristico. L’episodio è avvenuto in occasione della tradizionale festa di Santa Rosa, evento simbolico per la città, che prevede il trasporto della “Macchina di Santa Rosa” attraverso il centro storico.

Secondo le prime informazioni, i due individui di origine turca sarebbero stati trovati in possesso di una mitragliatrice e due pistole. Le armi erano nascoste all’interno di una stanza affittata in un bed and breakfast su via Santa Rosa, a pochi passi dal luogo della manifestazione. I turchi avevano forse pianificato di sparare sulla folla, visto che avevano con loro anche numerosi proiettili, anche se la pista del terrorismo chiede ancora di trovare riscontri per essere certificata. Secondo quanto trapela, gli investigatori stanno puntando su due possibili piste: da una parte l’ipotesi di un blitz armato tra bande di connazionali proprio in occasione della celebrazione storica; dall’altra il traffico di armi. I due cittadini turchi arrestati ieri sera hanno 31 e 21 anni. Con loro avevano documenti falsi.

Il legame con la mafia turca

Le indagini puntano anche sulla possibilità i due arrestati possano essere membri della mafia turca, forse legati al boss noto come Baris Boyun, arrestato il 22 maggio del 2024 a Bagnaia insieme ad alcuni complici. Al momento dell’intervento delle forze dell’ordine un terzo sospettato sarebbe riuscito a fuggire, mentre i due fermati sono stati portati dinanzi al pubblico ministero senza però rispondere alle domande. Gli investigatori sospettavano che gli arrestati fossero pronti a sparare sulla folla e questo ha portato a un’ulteriore intensificazione dei controlli di sicurezza durante l’evento, con la presenza di cecchini sui tetti, unità cinofile antibomba e un comitato di emergenza immediatamente convocato.

Le luci accese

Tradizionalmente, il trasporto della Macchina di Santa Rosa avviene in un contesto di completa oscurità, a luci spente, ma quest’anno è stato svolto con l’illuminazione attiva. La decisione è stata presa per aumentare le misure di sicurezza, limitare i pericoli e affrontare anche l’eventuale timore di atti violenti. Nonostante alcune critiche sui social riguardo alla presunta “violazione della tradizione”, molti cittadini hanno riconosciuto l’importanza della sicurezza pubblica.

Tajani trasferito in caserma

L’evento prevedeva la partecipazione di importanti figure del panorama politico italiano, tra cui il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, e Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento Europeo. Presenti anche Arianna Meloni e il deputato Mauro Rotelli. Tutti sono stati messi al sicuro nel corso della manifestazione. Tajani è stato portato in una caserma, mentre gli altri hanno osservato la manifestazione dalle finestre del comune. All’ambasciatore israeliano, di cui era prevista la presenza, è stato invece consigliato di non partecipare.

Antonio Tajani ha scritto su X: “Congratulazioni alle forze dell’ordine per l’arresto di due cittadini turchi armati, a poche ore dalla festa di Santa Rosa. Bene il sindaco ed il Prefetto che hanno garantito il trasporto della Macchina di Santa Rosa in sicurezza ed evitando il panico”. Elogi sono arrivati anche dalla premier Meloni: “Congratulazioni alle Forze dell’Ordine e al Ministro dell’Interno Piantedosi per il pronto intervento che ha portato all’arresto di due cittadini turchi armati a Viterbo, poche ore prima della festa della Macchina di Santa Rosa. Un’operazione decisiva che ha permesso di celebrare in sicurezza un evento unico al mondo, che è stato riconosciuto dall’Unesco patrimonio immateriale dell’Umanità e rappresenta una tradizione secolare profondamente sentita dai viterbesi e da tantissimi italiani”.

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