Cronaca

“Volevano annullare tutto”. Il retroscena sulle gare di Crans Montana

Dopo la tragedia di Capodanno, le gare di Coppa del Mondo hanno rischiato grosso. Quella lettera finita nelle mani dei giornali

Crans Montana coppa del mondo di Sci
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Questo weekend il circo bianco si è spostato a Crans Montana: per la coppa del mondo si svolgeranno la discesa libera e il super G femminile e poi domenica la discesa maschile.

Tuttavia, secondo le ricerche della NZZ, importanti figure del mondo dello sci avrebbero fatto pressione per cancellare il weekend sportivo. In particolare, la NZZ è entrata in possesso di una lettera scritta dai CEO dei quattro più importanti sponsor di Ski Swiss (la squadra svizzera), cioè lo sponsor principale, Sunrise (telefonia) e i premium-sponsors BKW (Energia), Raiffeisen (banca) ed Helvetia (assicurazioni). Nella lettera, datata 13 gennaio, gli amministratori delegati delle quattro società si rivolgono a Swiss Ski, al comitato organizzatore delle gare di Crans Montana e alla Federazione internazionale (FIS) manifestando il loro “forte” dubbio sullo svolgimento degli eventi di coppa del mondo alla fine di gennaio, che non darebbe il “segnale giusto” a causa della catastrofe di Capodanno e delle forti emozioni coinvolte. La lettera sottolineava il fatto che probabilmente “non è ancora il momento” perché un evento del genere possa generare “gioia e ottimismo” nelle persone del luogo e all’estero. La missiva terminava con una chiara richiesta “comune“, da parte delle quattro aziende sponsor “per verificare la possibilità di annullare le gare di coppa del mondo di sci a Crans Montana“. In caso di svolgimento, le aziende si dicevano comunque decise a non utilizzare gli spazi pubblicitari per scopi commerciali. Naturalmente gli sponsor vedevano anche chiaramente un possibile danno di immagine per se stessi, ma anche per tutto il mondo dello sci professionistico.

Solo tre giorni dopo questa lettera, gli organizzatori si affrettavano a comunicare che le gare di sci si sarebbero svolte, anche se con un programma ridimensionato. Daniel Bollinger, COO dell’Associazione Crans Montana 2027 e rappresentante di Swiss Ski, come riporta la NZZ, afferma che gli organizzatori sono sempre stati in contatto con gli sponsor, con uno “scambio di opinioni trasparente e rapporti di reciproca stima“. Lo stesso comitato organizzatore, dopo il rogo di Capodanno, si sarebbe chiesto a più riprese se far svolgere le gare oppure no. La decisione di non sospendere le gare è basata, secondo Bollinger, sul fatto di voler dare un “segnale in avanti”. Naturalmente il fatto che le gare dovrebbero servire anche come prova generale dell’organizzazione dei Campionati Mondiali di sci a Crans Montana nel 2027 ha avuto sicuramente il suo… peso. Continua Bollinger: “Anche i bei sentimenti come la gioia e il poter tifare con sportivi e sportive devono trovare nuovamente spazio, anche qui a Crans Montana”. Naturalmente la FIS sottolinea che lo sport deve essere anche un luogo per “un festoso e rispettoso momento della commemorazione“. Così la Place d’Ycor nel centro del paese sarà tranquilla, senza cerimonie di consegna dei pettorali o celebrazioni dei vincitori. L’après-ski nel palazzetto del curling sarà annullato, così come varie attività degli sponsor, il Public Viewing e l’animazione per i bambini.

La discesa maschile di domenica, comunque, con 6.600 biglietti venduti ha già fatto il tutto esaurito. Quindi gli organizzatori hanno deciso di far svolgere le gare ma con un occhio di riguardo per il dolore delle vittime. Gli speaker allo stadio saranno meno “scalmanati” del solito e ci saranno momenti di ricordo. Gli sponsor non saranno presenti a bordo pista e non ci saranno pubblicità. Interrogati dalla NZZ, i famosi quattro sponsor principali, Sunrise, BKW, Raiffeisen e Helvetia, hanno confermato congiuntamente il “buono ed intenso” scambio di opinioni col comitato organizzatore. Il modo in cui verranno svolte le gare, con le dovute modifiche allo “spettacolo”, “tiene in considerazione in modo equilibrato gli interessi di tutte le parti coinvolte”.

Insomma, come diremmo noi in Italia, un bell’esempio di come tenere i piedi in due scarpe, o forse in questo caso, addirittura in tre o quattro paia di sci. Non che abbia portato benissimo, visto che nella prima giornata di gare sono cadute tre atlete su sei e la gara è stata interrotta.

Andrea Gebbia, Ehrendingen (Svizzera) – „Tra cioccolato e realtà“

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