“Zelensky ha rifiutato”. La proposta di Putin a Trump, ma Kiev dice no

Si lavora all'incontro bilaterale tra Ucraina e Russia. Il nodo della sede: l'Ue pensa a Ginevra, lo Zar a Mosca

13.1k 16
Zelensky Putin guerra (1)

Ieri si è svolto un vertice alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e diversi leader europei. Durante la giornata, lo sapete, sono stati discussi temi chiave legati alla guerra in Ucraina, tra cui possibili incontri futuri tra Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin. Trump ha dichiarato di aver chiamato Putin dopo il summit per avviare l’organizzazione di un faccia a faccia tra i due leader, aggiungendo che se tutto andrà bene poi ci sarà anche “un trilaterale anche con me”. Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Friedrich Merz hanno confermato che l’incontro bilaterale potrebbe avvenire entro due settimane in una località ancora da definire, forse Ginevra.

Putin propone Mosca, Zelensky dice no

Vladimir Putin ha proposto Mosca come sede per il bilaterale con Zelensky. Due fonti a conoscenza della conversazione telefonica tra Trump e Putin hanno confermato che “Putin ha menzionato Mosca” durante la telefonata. Zelensky ha risposto con un netto “no”, rifiutando la proposta di recarsi nella capitale russa. Nel frattempo, sono emerse altre opzioni come Ginevra e Ungheria, ma non c’è ancora una decisione sulla sede dell’eventuale incontro.

Posizioni distanti su tregua e territori contesi

Durante i colloqui, Zelensky e diversi leader europei, tra cui Macron e Merz, hanno insistito per un cessate il fuoco immediato come premessa per i negoziati. Trump, invece, ha spiegato che le trattative potrebbero andare avanti anche “sotto le bombe”, senza la necessità di una tregua immediata. Sulle questioni territoriali, le distanze rimangono marcate: Putin chiede il riconoscimento definitivo della Crimea alla Russia e il controllo del Donbass, chiedendo il ritiro delle truppe ucraine dalle regioni di Donetsk e Lugansk. Inoltre, vuole congelare la situazione nelle oblast di Kherson e Zaporizhzhia, già in parte sotto controllo russo. Zelensky ha ribadito il suo “no” alla cessione del Donbass, affermando: “Nessun regalo all’invasore”.

Garanzie di sicurezza per l’Ucraina ancora da definire

Le garanzie di sicurezza per Kiev sono uno dei punti più discussi. Zelensky ha spiegato che per l’Ucraina si sta lavorando a un pacchetto che include prevalentemente “aerei e sistemi di difesa aerea”. Il presidente americano ha rassicurato il suo interlocutore: “Quando si tratterà di sicurezza, ci sarà molto aiuto”. Trump ha chiarito che il peso principale delle garanzie sarà sulle nazioni europee, ma Washington resterà coinvolta. Tra le varie opzioni c’è la proposta, sostenuta dalla premier italiana Giorgia Meloni, di un meccanismo “ispirato all’articolo 5” della Nato per l’Ucraina, senza richiedere l’adesione formale all’Alleanza. Putin si è detto disponibile a discuterne, ma ha espresso molte riserve.

I contrasti sull’invio di truppe e il ruolo degli europei

Parigi, Londra e Berlino hanno proposto l’invio di militari europei in Ucraina, con il formato di forze di peacekeeping o osservatori. Il Cremlino ha subito posto il veto assoluto alla presenza di truppe Nato sul territorio ucraino, mentre Trump ha escluso in modo categorico l’invio di soldati americani, affermando: “Avete la mia garanzia”. Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha precisato che il tema non è stato affrontato nei dettagli al vertice, ma sottolinea le divergenze tra gli alleati riguardo a un eventuale intervento militare diretto.

Verso il bilaterale: molti punti aperti

L’obiettivo di un bilaterale tra Putin e Zelensky viene considerato una possibilità reale dalle principali capitali, anche se permangono forti incertezze sulle condizioni e sui contenuti. Zelensky si è detto “pronto per il bilaterale con Putin” e, insieme ai leader europei, ha ribadito che le questioni territoriali devono essere affrontate solo in un incontro diretto ai massimi livelli. La Russia, attraverso il consigliere Yuri Ushakov, ha confermato il sostegno all’elevazione del livello dei rappresentanti nei negoziati, ma chiede un’accurata preparazione. Il confronto, qualora avvenisse, sarebbe il primo tra i due presidenti dopo l’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina più di tre anni fa.

Dopo il summit di Washington, Giorgia Meloni – primo ministro italiana – ha sottolineato l’importanza delle garanzie di sicurezza e del sostegno europeo a Kiev. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha ribadito la volontà di proseguire verso l’adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, mentre il premier ungherese Viktor Orban ha dichiarato che collegare l’appartenenza all’Ue alle garanzie di sicurezza “è inutile e pericoloso”. Nelle stesse ore, Mosca ha respinto qualsiasi scenario con presenza di truppe Nato in Ucraina e ha avvertito che tale possibilità potrebbe portare a “un’escalation incontrollabile del conflitto con conseguenze imprevedibili”.

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Seguici sui nostri canali
Exit mobile version