
Dopo le recenti manifestazioni che hanno sconvolto l’Ucraina e le critiche da parte di diversi Paesi europei, il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato un nuovo testo legislativo in sostituzione della norma approvata nei giorni scorsi, contestata per i possibili effetti sull’indipendenza delle agenzie anticorruzione. Secondo il leader di Kiev, la nuova proposta mira a “rafforzare lo stato di diritto”. Il presidente ha discusso il tema in colloqui telefonici con il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico Keir Starmer, ricevendo segnali positivi dall’Unione Europea.
Sul fronte politico, Zelensky ha ribadito che la nuova legge proposta garantirà l’indipendenza delle istituzioni anticorruzione, in particolare del NABU e del SAP, due enti creati nel 2014 in seguito alle proteste che portarono alla rimozione del presidente Viktor Yanukovych. Tali istituzioni sono considerate fondamentali nel percorso di integrazione europea dell’Ucraina.
L’Unione Europea ha espresso preoccupazione per la prima versione della legge, vista come potenziale ostacolo alla lotta alla corruzione, uno dei requisiti centrali per l’adesione all’Ue. Un portavoce di Bruxelles ha dichiarato che si accoglie con favore l’impegno del governo ucraino a rispondere alle preoccupazioni europee e a mantenere il dialogo in corso. Secondo Zelensky, durante la telefonata odierna, il cancelliere Merz ha confermato il suo pieno sostegno a Kiev, mentre il premier britannico Starmer ha sottolineato l’importanza di istituzioni anticorruzione indipendenti a garanzia del processo democratico in Ucraina.
Una cosa è certa, Zelensky ha rischiato grosso. Perchè le proteste non sono state marginali. Solo fuori dal palazzo presidenziale si erano riunite 3 mila persone che avevano intonato cori contro la legge e sventolato cartelloni con slogan anticorruzione. Insomma, le prime grosse dimostrazioni contro il leader dall’inizio della guerra. La testimonianza di Olga Rudenko è cristallina: “La seconda sera di proteste, guardando verso la finestra del suo ufficio, mi sono chiesta cosa stesse pensando Zelensky mentre tutti gridavano furibondi”. Intrvistata dal Corriere della Sera, la direttrice del Kyiv Independent è tornata sulle pesanti accuse rivolte a Zelensky, che a suo avviso avrebbe tradito il Paese: “Mi sono interrogata a lungo ed è stata una decisione sofferta. Sappiamo bene quali siano i rischi che comporta una posizione del genere tanto più che la maggior parte della nostra squadra vive e lavora in Ucraina. Ma a maggior ragione sarebbe stato immorale da parte nostra nascondere la questione sotto il tappeto e non denunciare il presidente per quello che sta facendo, ovvero minare la democrazia ucraina”.
Per le strade di Kiev e delle altre città è sceso un pubblico eterogeneo, composto principalmente di giovani. “Gli slogan sono quasi tutti di richiesta del veto alla legge che esautora le agenzie anticorruzione, una richiesta obsoleta visto che ormai Zelensky ha firmato il decreto. Ma più che contro Zelensky la gente grida: ‘Liberatevi di Yermak‘”, ossia dell’eminenza grigia del governo, per qualcuno persino più potente di Zelensky: “Tutti vedono e tutti sanno che ha accumulato un potere enorme senza essere nemmeno eletto. Era nell’ombra quando Zelensky è diventato presidente. Ma da quando è stato nominato capo dell’amministrazione è uscito allo scoperto e ora è lui a comandare su tutto”. Il presidente non sembra intenzionato a sostituirlo o a limitare il suo potere, ma il problema in realtà è un altro, ossia che la “gente è furibonda”.
Resta da capire se la frattura è sanabile, soprattutto alla luce di un contesto in cui l’esecutivo aveva potuto contare su un ampio sostegno anche per provvedimenti non sempre popolari. Negli ultimi tempi, Zelensky è stato oggetto di osservazioni per un presunto accentramento di poteri, in particolare a favore del proprio entourage più stretto. La legge approvata è stata interpretata da alcuni come un tentativo di limitare il ruolo dell’opposizione, giustificata ufficialmente con l’esigenza di eliminare possibili infiltrazioni russe all’interno delle agenzie statali. Con la stessa motivazione, lunedì si erano svolte perquisizioni presso le sedi di alcune di queste strutture, da parte dei servizi di sicurezza.
Prima dell’annuncio di Zelensky su una nuova versione del testo normativo, un gruppo di 48 parlamentari su 450 — tra cui alcuni appartenenti al partito di governo, “Servitore del popolo” — aveva presentato una proposta alternativa con finalità simili. La lotta alla corruzione è considerata un tema centrale nel dibattito politico ucraino. Le agenzie anticorruzione attuali sono nate a seguito delle proteste di Euromaidan, iniziate nel 2013, e come evidenziato in precedenza la loro autonomia è uno dei criteri fondamentali richiesti dalla Commissione Europea nel processo di adesione dell’Ucraina all’Unione Europea, a cui il Paese è formalmente candidato dal 2022.
Sul piano militare, sono ripresi gli attacchi tra Russia e Ucraina dopo l’esito insoddisfacente del terzo round di colloqui svoltosi mercoledì a Istanbul. Zelensky ha riferito che durante la notte sono stati lanciati contro il territorio ucraino 103 droni e quattro missili. Nella città di Odessa, sul Mar Nero, le autorità locali hanno segnalato tre feriti e danni a edifici storici riconosciuti dall’Unesco. Un incendio ha colpito anche il mercato Privoz, situato nel centro storico.
Nella regione di Kharkiv, nel nord-est dell’Ucraina, sono state registrate tre vittime e 33 feriti. Le persone decedute, membri della stessa famiglia, erano sfollate da un altro villaggio. Tra i feriti vi è anche un neonato di 28 giorni, secondo quanto dichiarato dal governatore locale.
Da parte russa, è stato dichiarato che gli attacchi hanno colpito soltanto infrastrutture militari e impianti energetici legati alle forze armate ucraine. Le autorità di Mosca hanno inoltre affermato di aver intercettato e abbattuto 44 droni lanciati verso il territorio russo. Nel territorio di Krasnodar, il governatore ha riferito che due donne sono morte e 11 persone sono rimaste ferite a causa della caduta di detriti durante un attacco di droni sulla città di Sochi.
Nella regione di Zaporizhzhia, controllata dalle forze russe, fonti locali riportano che un drone ucraino ha colpito un’ambulanza, causando la morte del conducente e il ferimento di due paramedici.
Franco Lodige, 25 luglio 2025
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