Zelensky tagliato fuori da Putin e Trump? E Vance mette in allarme Kiev

Vance: "Sua presenza improduttiva, basta armi Usa". Ma l'Ue fa pressioni per invitare l'Ucraina al vertice in Alaska

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Questa settimana l’attenzione internazionale si concentra sull’incontro previsto per il 15 agosto 2025 in Alaska tra Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, e Vladimir Putin, presidente della Russia. Il summit nasce tra forti tensioni e polemiche, soprattutto per il tema centrale: la guerra in Ucraina. Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, resta al centro del dibattito per la possibile partecipazione, ancora tutta da confermare.

Le richieste dell’Ucraina e il rischio di esclusione

Dopo alcune indiscrezioni secondo cui Mosca avrebbe proposto agli Stati Uniti una tregua in cambio di concessioni territoriali nell’Ucraina orientale, Zelensky ha dichiarato: “Non regaleremo la nostra terra all’occupante”. Sempre il 10 agosto, ha rimarcato che l’integrità territoriale ucraina “non è negoziabile”. Ha poi aggiunto: “Ogni decisione presa senza Kiev non porterà a nulla”, sottolineando la sua contrarietà a trattative senza il coinvolgimento diretto del governo ucraino.

L’Europa si schiera a favore di Kiev

Nel fine settimana che precede il vertice, i leader europei hanno rafforzato il sostegno all’Ucraina. Da Bruxelles, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Ue, Kaja Kallas, ha ribadito che “tutti i territori occupati dalla Russia appartengono all’Ucraina”. La premier italiana Giorgia Meloni, insieme ad altri capi di Stato europei, ha firmato una dichiarazione congiunta che chiede di non modificare i confini ucraini con la forza e di garantire la sicurezza e la sovranità di Kiev. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato: “Speriamo e presumiamo che il governo ucraino, che il presidente Zelensky, partecipi a questo incontro”. Aggiunge che è inaccettabile che “le questioni territoriali vengano discusse o addirittura decise da Russia e America ignorando gli europei, ignorando gli ucraini”.

Lavori diplomatici dietro le quinte

L’Unione Europea ha deciso per oggi, 11 agosto, una riunione d’emergenza in videoconferenza con i ministri degli Esteri. A questa partecipano anche l’Alta rappresentante Kaja Kallas e il ministro ucraino Andrii Sybiha. Gli europei stanno facendo pressione perché Zelensky venga incluso almeno in parte nei colloqui in Alaska. L’ambasciatore USA presso la NATO, Matthew Whitaker, ha definito la presenza di Zelensky “possibile”, anche se per ora non prevista come partecipante effettivo al tavolo con Trump e Putin. Nelle scorse ore, Zelensky ha avuto colloqui con tredici leader europei, oltre che con i presidenti del Kazakistan e dell’Azerbaigian.

La posizione degli Stati Uniti e le parole di Vance

JD Vance, vicepresidente americano, nelle sue interviste, ha dichiarato che al momento “non sarebbe molto produttivo che Zelensky e Putin si vedano prima del summit con Trump”. Parlando alla Fox News, Vance ha spiegato: “L’accordo non farà felici né Kiev né Mosca”. Gli Stati Uniti hanno chiarito che il proprio obiettivo è fermare la guerra. Vance ha ribadito che il governo americano non intende più finanziare direttamente la difesa ucraina, lasciando questa responsabilità agli europei: “Se gli europei vogliono acquistare armi da dare poi all’Ucraina, per noi va bene. Ma noi non finanzieremo più”.

Nuove tensioni tra Russia ed Europa

A pochi giorni dal vertice, la Russia ha accusato i Paesi europei di voler sabotare i tentativi americani di trovare un accordo di pace. Dmitry Medvedev, ex presidente russo, ha definito i leader di Francia, Italia, Germania, Polonia, Finlandia e dell’Unione Europea come “euroimbecilli” dopo la loro dichiarazione a sostegno dell’integrità territoriale ucraina. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha descritto il documento europeo come un “volantino nazista”.

Il conflitto sul campo e le proposte in discussione

Intanto, la guerra tra Russia e Ucraina prosegue. Cinque civili sono stati uccisi da bombardamenti russi in Ucraina. Due persone sono morte in Russia a causa di attacchi ucraini. Kiev ha rivendicato un attacco con droni contro una raffineria di petrolio nella regione di Saratov. Tra le proposte sul tavolo, l’Europa e Kiev chiedono come punto fermo il cessate il fuoco immediato prima di ogni trattativa, e la reciprocità in eventuali scambi di territori. La Casa Bianca, intanto, valuta la possibilità di un confronto futuro a tre tra Trump, Putin e Zelensky, ma per il momento resta tutto incerto.

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