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2 giugno, le sconcertanti parole di Fico

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Il confine tra la provocazione e la mancanza di rispetto è estremante labile, la politica 2.0 si basa su slogan, dichiarazioni ad effetto ed esternazioni mediatiche che facciano discutere non tanto nell’ottica di creare un dibattito costruttivo e utile per la dialettica democratica, bensì con l’obiettivo di far parlare della persona che le ha pronunciate. Sembra averlo capito Roberto Fico che non è nuovo a esternazioni quanto meno discutibili ma che in occasione del 2 giugno si è superato affermando: “Oggi è la festa di tutti quelli che si trovano sul nostro territorio, è dedicata ai migranti, ai rom, ai sinti, che sono qui ed hanno gli stessi diritti”.

Una dichiarazione sconcertante e molto grave perché a pronunciarla non è solo un esponente di spicco del Movimento Cinque Stelle ma il Presidente della Camera che ha un ruolo istituzionale e dovrebbe rappresentare tutti gli italiani, non solo “migranti, rom e sinti”. Non un riferimento all’Italia nelle sue parole, né alla nazione, né tantomeno alla patria (figuriamoci), non una parola per le migliaia di italiani morti, ancor prima della proclamazione della Repubblica, per realizzare l’Unità d’Italia, non un riferimento alla Prima guerra mondiale ma un ricordo per “tutti quelli che si trovano sul nostro territorio”. Se costoro non sono nemmeno cittadini italiani poco importa a Fico che d’altro canto considera l’Italia un semplice “territorio” e non una nazione che il 2 giugno celebra una delle sue date più importanti.

Almeno oggi sarebbe stato opportuno evitare strumentalizzazioni politiche e ricordare un popolo che, nonostante le tante difficoltà, è fiero e orgoglioso di appartenere a una grande nazione. Dal Presidente della Camera gli italiani il 2 giugno non avrebbero preteso nulla di particolare, sarebbe stato sufficiente svolgere il proprio dovere onorando la memoria di chi ci ha preceduto e riconoscendo il lavoro di tutti coloro che ogni giorno servono la Repubblica, dalle forze dell’ordine ai rappresentanti delle istituzioni nei territori, invece la dichiarazione di Fico è stata non solo una caduta di stile ma l’ennesima mancanza di rispetto nei confronti di tutti i cittadini italiani.

Francesco Giubilei, 2 giugno 2019