Commenti all'articolo “55 giornalisti palestinesi uccisi”. L’ipocrisia sui numeri
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Homo ex sapiens
14 Dicembre 2024, 17:50 17:50
Immaginazione, come scrive Taradash, per immaginazione, provi ad immaginare un esercito ed una intelligence ed un Netanyahu normalmente efficienti il 7 ottobre. Oppure immagini che lo stato ebraico pensi ci sia uno di Hamas a casa di Taradash…
mauriziogiuntoli
14 Dicembre 2024, 16:05 16:05
Se la prima e seconda guerra mondiale fossero state vinte da chi le ha perse noi tutti, in tema di civiltà, libertà e garanzie antropologiche, non avremmo corso gli stessi rischi che corriamo con l’odierna, pacifica e da taluni acclamata immigrazione islamica.
Homo ex sapiens
14 Dicembre 2024, 7:57 7:57
Abbiamo capito che Taradash ‘immagina’ e scambia le proprie immaginazioni per informazioni. Dov’era l’esercito e la sicurezza di Netanyahu il 7 ottobre? Provi a immaginare le risposte…
Pigi
13 Dicembre 2024, 9:32 9:32
Ma questi giornalisti dov’erano quando sono morti? Erano nelle zone di guerra?
Che deve fare un esercito, fermare le operazioni se qualcuno tira fuori il tesserino da giornalista?
Sono giornalisti schierati con i terroristi, fiancheggiatori prezzolati, quindi nemici.
Nessun riguardo.
Lele68
12 Dicembre 2024, 23:28 23:28
Secondo il Committee to Protect Journalists (Cpj-Usa), dal 7 ottobre di un anno fa ne sono stati uccisi almeno 128, mentre sono almeno 130 secondo Reporters Sans Frontières (Rsf-Francia), che accusa esplicitamente Israele di aver “orchestrato un blackout mediatico su una regione in guerra”.
Nicolò
12 Dicembre 2024, 19:48 19:48
E’ veramente incredibile come tutti i principali media occidentali facciano da megafono a quanto diffuso da Hamas, a cominciare dal numero dei morti a Gaza. Ormai il controllo delle fonti è diventato una pratica desueta.
Immaginazione, come scrive Taradash, per immaginazione, provi ad immaginare un esercito ed una intelligence ed un Netanyahu normalmente efficienti il 7 ottobre. Oppure immagini che lo stato ebraico pensi ci sia uno di Hamas a casa di Taradash…
Se la prima e seconda guerra mondiale fossero state vinte da chi le ha perse noi tutti, in tema di civiltà, libertà e garanzie antropologiche, non avremmo corso gli stessi rischi che corriamo con l’odierna, pacifica e da taluni acclamata immigrazione islamica.
Abbiamo capito che Taradash ‘immagina’ e scambia le proprie immaginazioni per informazioni. Dov’era l’esercito e la sicurezza di Netanyahu il 7 ottobre? Provi a immaginare le risposte…
Ma questi giornalisti dov’erano quando sono morti? Erano nelle zone di guerra?
Che deve fare un esercito, fermare le operazioni se qualcuno tira fuori il tesserino da giornalista?
Sono giornalisti schierati con i terroristi, fiancheggiatori prezzolati, quindi nemici.
Nessun riguardo.
Secondo il Committee to Protect Journalists (Cpj-Usa), dal 7 ottobre di un anno fa ne sono stati uccisi almeno 128, mentre sono almeno 130 secondo Reporters Sans Frontières (Rsf-Francia), che accusa esplicitamente Israele di aver “orchestrato un blackout mediatico su una regione in guerra”.
E’ veramente incredibile come tutti i principali media occidentali facciano da megafono a quanto diffuso da Hamas, a cominciare dal numero dei morti a Gaza. Ormai il controllo delle fonti è diventato una pratica desueta.