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8 riflessioni sui vaccini

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1. Le élite al potere sottolineano la superiorità del modello liberista occidentale. Esultiamo tutti! In effetti, in appena un anno arrivano una serie di vaccini (impeccabili) delle Big Pharma! (applausi, pacche sulle spalle!). I più arroganti ridicolizzano Putin e il suo vaccino Sputnik (acqua fresca).

2. La baronessa Uvdl firma per conto dei 26 (BoJo si è sfilato, grazie a Brexit) dei contratti miliardari, ma li nasconde (perché?). Le forniture vanno a singhiozzo (saranno mica malfatti i contratti, i prezzi non di mercato, con clausole capestro?).

3. Merkel, sente puzza di bruciato, si sfila, ne fa incetta (sarebbe vietato, ma lei può).

4. Via il Conte chiacchierone, arriva il silente Draghi, resta SperanzaArcuri si fa palombaro.

5. I vaccini non arrivano, ogni giorno il Paese con la strategia del Conte Bis del “chiudi/apri” perde miliardi di Pil. Unica certezza.

6. Si sveglia Prodi. Ideona: “le Big Pharma cedano le licenze a aziende italiane così ce li produciamo da soli”. Fattibile in teoria, ma ci vogliono i reattori, i tempi si dilatano per investimenti e autorizzazioni agli impianti. Senile velleitarismo accademico?

7. Draghi è, grazie al suo predecessore, con le spalle al muro. Deve pregare Putin? Seguire Merkel? Rispettare le regole di Bruxelles o quelle di mercato, cioè pagare di più le dosi? Quindi toglierle ad Arcuri e distribuirle come è sempre avvenuto per tutti gli altri vaccini: un mix pubblico-privato, parte gratis, parte a pagamento volontario? L’obiettivo è abbattere la perdita di PIL, il resto è fuffa politico politicante degli inetti del Conte Bis.

8. E se copiassimo i più bravi, Netanyahu e Boris Johnson?

Riccardo Ruggeri, 24 febbraio 2021

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