Politica

80 anni di Repubblica e di costituzione, tra luci ed ombre

Un bilancio importante tra progressi, criticità irrisolte e nuove sfide per l’integrazione, i diritti sociali e l’attualità della Costituzione

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Abbiamo da poco festeggiato i primi 80 anni della nostra Repubblica, ed abbiamo letto, o ascoltato, i vari messaggi che il Capo dello Stato ha fatto in occasione delle cerimonie del 2 giugno, da quello inviato ai Prefetti di tutta Italia, a quello letto al Corpo Diplomatico, agli interventi fatti nelle varie circostanze legate agli eventi in parola.

In tutta la comunicazione quirinalizia traspare ovviamente l’ottimismo di maniera, oltre al consueto riaffermare la vocazione europeista del Paese e la contrarietà alla guerra.

Un passaggio però ha fatto discutere più di tutti, ed è quello in cui il Presidente della Repubblica, nel dialogo con i giovani under 35 nella trasmissione “Ne parliamo con il Presidente”, andato in onda su Rai 1, sul tema dell’integrazione ha chiarito che: “il nostro popolo è il risultato di tanti apporti. E il risultato finale, questa storia, non ci dispiace affatto, anzi siamo orgogliosi del popolo italiano. Per questo non lo consideriamo un problema”, ricordando che: “noi italiani abbiamo fornito seconde generazioni a molti Paesi”.

Certo, riconosce Mattarella: “So bene che vi sono alcuni episodi, alcuni fenomeni di disagio su base etnica, che a volte si esprimono in maniera scomposta, qualche volta con gesti di rifiuto violento, ma sono fenomeni che appartengono alla patologia della società, ben diversi, non vanno confusi. Io sono molto ottimista per il futuro,
decisamente ottimista”.

Queste affermazioni ottimistiche, penso “di rito” in un Presidente della Repubblica da sempre moderato, non stupiscono, ma non possono essere condivise tout court, atteso che il problema, perché è un problema, della mancata integrazione non di singoli elementi, ma di intere fasce di individui – parliamo di decine e decine di migliaia di giovani – figli di stranieri nella quasi totalità dei casi di provenienza nordafricana e di religione musulmana, è evidente e sentito dai cittadini italiani.

Il problema dei cosiddetti maranza, che imperversano nelle nostre città sotto forma di gang giovanili, dediti alla violenza e al bullismo nei confronti dei loro coetane, italiani o stranieri d’origine (perché non va dimenticato che tra le loro “vittime” ci sono anche tantissimi nuovi italiani assolutamente integrati, che davvero rappresentano una ricchezza per il Paese), al bullismo, al vandalismo, al piccolo spaccio, fino ad arrivare, nelle bande più strutturate, alle rapine condite dalla solita violenza gratuita, che le rende imprevedibili e pericolosissime, è vero ed è reale, e necessita di un intervento forte dello Stato.

 

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Circa il già richiamato ottimismo di maniera, vorrei dire che in 80 anni di Repubblica, tanto è stato fatto, ma ancora tantissimo c’è da fare: salute e istruzione, che sono tra i diritti più attenzionati dagli italiani, sono notevolmente migliorate in questi decenni, ma siamo ancora ben lontani dal poter dire, se mai ci arriveremo, che sanità ed istruzione sono eccellenze in egual misura in tutta Italia, viste le gravi disparità che ancora viviamo tra Nord e Sud del Paese.

Senza dimenticare le gravi criticità che si riscontrano nell’accesso ai servizi sanitari pubblici, che mettono a repentaglio il nostro bene più prezioso, la salute. Le tutele del lavoro sono state rafforzate, ma sono ancora tante, troppe, le morti bianche di tanti padri di famiglia, o giovani donne e uomini non adeguatamente formati e tutelati da chi è preposto a farlo.

Gli spazi della partecipazione sociale e politica delle donne si sono definitivamente estesi, tanto che, per fare due esempi, il 35% dei parlamentari ed il 57% dei magistrati ordinari sono donne. È però ancora elevata la disparità stipendiale tra uomini e donne, divario dovuto alle difficoltà di queste ultime, ancora non superate, di poter conciliare famiglia e carriera, impedendo loro di poter raggiungere ruoli apicali specialmente nel mondo dell’imprenditoria privata.

La stessa nostra Costituzione, che ci ha garantito 80 anni di libertà, coesione sociale e diritti (oltre che doveri, meglio non dimenticarlo), a molti appare un po’ arrugginita in alcune sue parti, come dimostrato da ultimo dalla recente proposta di riforma costituzionale della magistratura, bocciata dalla maggioranza degli italiani, ma che ha messo a nudo alcune criticità della Carta, del tutto naturali visti gli anni trascorsi, che riguardano i profondi cambiamenti sociali ed economici avvenuti dal 1948 ad oggi, e su cui TUTTE le forze politiche dovrebbero riflettere ed intervenire in maniera il più possibile condivisa.

di Col. (ris.) Sergio De Santis, 6 giugno 2026

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