Cronaca

A Natale tutti più buoni? No. Per i bimbi nel Bosco niente pranzo col papà

Le toghe negano il ricongiungimento. E la casa-famiglia dice "no" alla presenza del padre a pranzo: "Sarebbe un precedente"

famiglia del bosco (2)
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Il Tribunale per i Minori dell’Aquila ha deciso che il Natale per Nathan Trevallion, 51 anni, e Catherine Birmingham, 45 anni, e i loro tre figli, sarà vissuto separatamente, fatta eccezione per un breve incontro organizzato. La cosiddetta “famiglia nel bosco”, conosciuta per il loro stile di vita alternativo a Palmoli, in Abruzzo, ha visto fissare dal giudice una visita con i figli, ospitati in una casa famiglia, il 25 dicembre dalle ore 10:00 alle 12:30. Un’ordinanza che, pur concedendo questo momento, respinge qualsiasi possibilità di ricongiungimento totale al momento e nega anche il tradizionale pranzo in famiglia.

“In base a quanto sostiene la responsabile del servizio minori della struttura protetta – scrive il Corsera – il regolamento interno non lo prevede. Secondo la stessa psicologa, infatti, anche altri genitori potrebbero presentare la stessa richiesta. Accogliere l’istanza di Nathan, è il senso del diniego, costituirebbe un precedente“.

La delusione del padre e il parere del sindaco

Il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, ha dichiarato che la decisione ha suscitato un forte sentimento di delusione nella comunità locale, che sperava di vedere una riunificazione familiare in occasione delle festività. Lo stesso Trevallion si è mostrato molto abbattuto, come riportato dal sindaco, che lo ha incontrato il 23 dicembre mentre terminava il trasloco nella casa situata nel bosco. Nonostante la solidarietà ricevuta, il padre è apparso profondamente deluso dall’ordinanza.

Indagini psico-diagnostiche su genitori e figli

La decisione del Tribunale è accompagnata dall’avvio di un’indagine psico-diagnostica affidata alla psichiatra Simona Ceccoli. Sarà suo compito verificare le competenze genitoriali di Nathan e Catherine e le attuali condizioni dei figli, inclusi gli aspetti cognitivi, psicologici ed emotivi. I giudici hanno evidenziato quella che definiscono la “notevole rigidità” dei genitori nel voler aderire ai loro valori di vita alternativa, spesso rifiutando di collaborare con i servizi sociali e le istituzioni. L’indagine si protrarrà nei prossimi quattro mesi, lasciando in sospeso qualsiasi possibilità di riunificazione familiare definitiva.

Criticità sanitarie e scolastiche

Gli atti del tribunale spiegano che i bambini non sono stati adeguatamente seguiti dagli ex-abitanti del bosco. Vengono riportati episodi come il rifiuto da parte della madre di somministrare antibiotici per una bronchite acuta e l’opposizione all’uso di un sondino naso-gastrico durante un’intossicazione da funghi. Anche l’aspetto educativo solleva dubbi: la figlia maggiore, ad esempio, non ha ancora imparato a leggere e scrivere. Il Tribunale considera necessaria una programmazione scolastica rigorosa per colmare tali lacune educative.

La rigidità delle regole imposte dai genitori

Catherine Birmingham, secondo quanto emerso, ha continuato a pretendere che i figli seguissero una routine simile a quella adottata nella vita nel bosco, nonostante le diversità di orari e regole nella casa famiglia. I bambini, che si svegliavano all’alba e andavano a dormire alle 18. Questo atteggiamento ha portato i giudici a ritenere necessario un monitoraggio approfondito delle loro condizioni psichiche e dell’influenza dei genitori su di essi.

I legali della famiglia, Marco Femminella e Danila Solinas, hanno espresso forti critiche per la diffusione di dati personali relativi ai minori, definendo le informazioni pubblicate “sensazionalistiche e in gran parte infondate”. Hanno dichiarato la volontà di intraprendere azioni legali nei confronti di chiunque abbia contribuito alla disinformazione. Intanto, la paura principale resta la sospensione definitiva della potestà genitoriale, attualmente solo temporanea. L’intero nucleo familiare vive in una situazione di incertezza, con la data del possibile ricongiungimento ancora da definire.

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