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A questo punto perché andare a votare?

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A questo punto perché andare a votare?

Cari amici, come sapete l’Unione europea, con una decisione senza precedenti, ha bocciato la manovra economica del governo Conte e ha chiesto di riscriverla in modo che essa stia entro i paletti economici fissati da Bruxelles.

Questa vicenda fa emergere a mio modo di vedere un problema enorme di democrazia che prescinde dal contenuto della manovra e anche dalla maggioranza che la che l’ha scritta. Mi vengono tre domande:

1. Innanzitutto, i tecnocrati che hanno bocciato la manovra ci rappresentano? La mia risposta è negativa. Ma credo lo anche quella di molti cittadini.

2. Se io voto una certa maggioranza per un programma (flat tax, reddito di cittadinanza ecc) ma poi scopro che non si può fare perché Bruxelles pone il veto, allora senso ha votare oppure no?

3. Chi è il vero padrone del Paese: noi italiani o appunto la tecnocrazia europea?

Infine, una cosa molto triste: tutti i giornali italiani sono corsi in soccorso dell’Unione europea perché vorrebbero che la bocciatura fosse la spallata per far cadere il governo Conte e la maggioranza che lo sostiene. Un calcolo un po’ di piccola bottega visto che le questioni e gli interessi in campo sono ben più importanti.

Alla fine, dunque, per trovare una discussione meno partigiana su questi temi bisogna espatriare e leggere il Wall Street Journal e il Financial Times, non a caso due organi di stampa anglosassoni. Eh sì, proprio quell’America che con la democrazia ha un rapporto migliore rispetto a noi.

Alessandro Gnocchi, 24 ottobre 2018