A questo punto perché andare a votare?

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Cari amici, come sapete l’Unione europea, con una decisione senza precedenti, ha bocciato la manovra economica del governo Conte e ha chiesto di riscriverla in modo che essa stia entro i paletti economici fissati da Bruxelles.

Questa vicenda fa emergere a mio modo di vedere un problema enorme di democrazia che prescinde dal contenuto della manovra e anche dalla maggioranza che la che l’ha scritta. Mi vengono tre domande:

1. Innanzitutto, i tecnocrati che hanno bocciato la manovra ci rappresentano? La mia risposta è negativa. Ma credo lo anche quella di molti cittadini.

2. Se io voto una certa maggioranza per un programma (flat tax, reddito di cittadinanza ecc) ma poi scopro che non si può fare perché Bruxelles pone il veto, allora senso ha votare oppure no?

3. Chi è il vero padrone del Paese: noi italiani o appunto la tecnocrazia europea?

Infine, una cosa molto triste: tutti i giornali italiani sono corsi in soccorso dell’Unione europea perché vorrebbero che la bocciatura fosse la spallata per far cadere il governo Conte e la maggioranza che lo sostiene. Un calcolo un po’ di piccola bottega visto che le questioni e gli interessi in campo sono ben più importanti.

Alla fine, dunque, per trovare una discussione meno partigiana su questi temi bisogna espatriare e leggere il Wall Street Journal e il Financial Times, non a caso due organi di stampa anglosassoni. Eh sì, proprio quell’America che con la democrazia ha un rapporto migliore rispetto a noi.

Alessandro Gnocchi, 24 ottobre 2018


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4 Commenti

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  1. Quando si ha un problema che da soli non si sa risolvere ci si affida a qualcuno cui si riconoscono competenza, capacità, disponibilità. Può essere il padre o la madre, un medico, un avvocato e così via ma quando ci si accorge che la persona alla quale ci si è affidati peggiora la situazione, normalmente, tranne che si sia masochisti, la si cambia.
    L’Europa così com’è stata concepita e realizzata è un danno.
    L’Euro (o se si preferisce la rinuncia al marco) è servito alla riunificazione della Germania, cosa di cui sono felice. Dal momento del pensionamento vivo in Germania.
    Ma non mi sfugge né che proprio la Germania ci ha giocato un brutto scherzo trascinandoci nell’Euro con la complicità di quell’idiota di Prodi, per evitare che la nostra industria danneggiasse la loro, né che nel 2011 ha fortemente “influito” nell’arrivo di Monti…
    C’è qualcuno in grado di dire basta ma con convinzione e durevolmente a questa porcheria chiamata Europa? Dove Malta o Cipro o la Lituania valgono quanto l’Italia?
    C’è qualcuno che voglia rivedere una “Costituzione” che è il fondamento dei mali che affliggono l’Italia? Ci si legga il libro di Paolo Martelli che non conosco ma non credo sia un “sovranista” come io mi sento.
    Saluti

  2. Spero arrivi presto il rinnovamento europeo per poter avere degli obiettivi che abbiano più il senso di una Europa unita

  3. La separazione tra BI e Tesoro fu voluta da Andreatta e Ciampi due campioni di economia liberal. L’affrancamento della BI dal suo ruolo di garante di ultima istanza del debito nazionale è frutto delle scelte e delle teorie economiche liberal che propugnano l’indipendenza dell’economia e delle banche centrali dallo Stato. Con la conseguenza che l’Economia è diventata padrona della vita degli Stati, costretti a chiedere il denaro in prestito alle banche e ai privati. L’internazionalizzazione del ns debito pubblico è frutto delle scelte di politica economica delle centrali liberal che hanno dato vita al sistema euro e dei politici di centrosinistra e destra liberal che vi hanno aderito. Allora invece di fare tante storie, invertiamo un sistema che s’è rivelato fallimentare e tiranno per i popoli europei e, come primo passo, incominciamo a piazzare i ns Btp presso il risparmio privato italiano (enorme) e presso le Banche nazionali, la CDP, Bancoposta, ecc. e sottraiamolo ai fondi e agli speculatori stranieri. Si può fare. Cominciamo anche noi a fregarcene del rating e dello spread e di Moscovici, Junker e soci.

    • Premesso che ormai solo il 25 % del debito è in mani straniere (il sig Cremonini ha invertito i dati ) e che probabilmente presto questo valore diminuira ‘ ulteriormente ( gli investitori esteri proprio per la mancanza di fiducia sono da qualche mese piu’ propensi a disfarsi di BOT che a comprarli )non capisco quale problema lei incontri ,Sig Marino ,ad acquistare bot .Qualsiasi banca italiana spalanca le proprie porte a chi voglia acquistarne. Presto anzi,con questo andazzo, sarà proprio il governo , trovando difficolta’ a trovare investitori,a chiederle ( speriamo con le buone ) di investire i suoi risparmi in bot

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