Caro Porro, le scrivo dopo aver scritto i miei complimenti al dott. Tarfusser e a Massaro, li conosco personalmente e li stimo profondamente.
Il mio studio sugli errori giudiziari e sulle ingiuste detenzioni -con i loro aspetti giuridici e psicologici- mi ha permesso di conoscere persone speciali: coraggiose come poche. E sono lieta di ciò che è stato detto, anzi, trasmesso.
Siccome non tutti lo sanno, i casi di ingiusta detenzione ed errori giudiziari in Italia sono tantissimi, troppi: 1000 circa l’anno. Ma i casi tragici come quello di Angelo Massaro sono rari, ma sempre troppi. 21 anni di carcere da innocente per una parola confusa ascoltando un’intercettazione. Da psicologa, sono grata delle parole istruttive del Dott. Tarfusser. La Procura non può analizzare caratteristiche psichiche degli indagati, caratteristiche indipendenti da psicopatologie accertate o in via di accertamento tramite perizie.
Tra l’altro un’analisi psicologica fatta osservando non direttamente il soggetto bensì guardando sue interviste in tv. È diventata una moda tratteggiare profili psicologici, perfino purtroppo tra alcuni miei colleghi psicologi e spesso tra gli opinionisti.
Ma ora anche le Procure seguono questa moda?
Il Dott. Tarfusser ci ha spiegato. Il nostro ordinamento si fonda sul diritto penale del Fatto, rifiutando il modello basato sul diritto d’Autore. E un po’ come dire: non ci interessa chi sia Sempio, ci interessa se ha o meno commesso il fatto! E aggiungerei “oltre ogni ragionevole dubbio”. Sono una psicologa eppure mi interessa il fatto, non l’autore! La psicologia è uno strumento e deve essere utile al processo, nel contraddittorio tra le parti.
Ultimamente alcune mode crime rischiano di trasformare la psicologia in qualcosa di poco rigoroso, poco funzionale e poco responsabile. Il nostro sistema penale non può valorizzare la personalità del reo a discapito del fatto, del fatto da accertare.
La psicologia non dovrebbe essere sfruttata ma utilizzata. Certo il rischioso diritto penale d’autore farebbe più audience, più like! Inoltre ricordiamoci, in generale, che tratteggiare profili personologici o esprimere diagnosi di psicopatologie può essere fatto solo se il soggetto è proprio paziente/soggetto periziato. Mai come psicologici noi possiamo chiacchierare di diagnosi e profili clinici di soggetti per i quali non siamo incaricati professionalmente.
E poi ricordiamoci anche il tema della riservatezza e segreto… ma su questo tema in questi ultimi tempi ci sarebbe tanto da dire… Dico solo che pare alcune regole scritte siano divenute anche loro solo Opinioni! Dovremmo coltivare il Dubbio, invece coltiviamo le opinioni!?
Dott.ssa Paola Dora, 20 maggio 2026
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