Cronaca

A scuola sì, a casa no. Lo strano doppio standard sulla Famiglia nel Bosco

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Come riporta l’Ansa, il 16 settembre è stato il “primo giorno di scuola per i bambini della famiglia nel bosco, accompagnati in auto da due persone, tra cui la maestra che da gennaio ha fatto loro lezione nella struttura protetta di Vasto”.

I bambini, insiste l’agenzia di stampa, “sono stati fatti entrare da una porta secondaria per evitare il contatto con i giornalisti appostati nei pressi dell’istituto scolastico pubblico. Finora i minori avevano seguito il percorso di homeschooling.”

Si tratta, a mio avviso, di una cautela abbastanza paradossale, dal momento che il giorno precedente, come abbiamo già evidenziato su queste pagine, malgrado il sindaco di Palmoli avesse provveduto ad allontanare i cronisti presenti, ai bambini è stato impedito di incontrare i genitori nella loro nuova casa. Al contrario, sebbene i giornalisti fossero appostati nei pressi della scuola di Vasto, è stata sufficiente una porta secondaria per scongiurare un rischio per la loro privacy, almeno a leggere quanto scritto del servizio sociale, peggiore della peste bubbonica.

In tal senso, val la pena sottolineare la presa di posizione del primo cittadino di Palmoli, che intervenendo in collegamento con Storie italiane, in onda su Rai1, ha sostanzialmente attaccato la psicologa e l’assistente sociale ,che supervisionavano l’incontro del 15 settembre, le quali, alla sua richiesta di sapere cos’altro occorresse fare per tale incontro si tenesse, non hanno fornito alcuna risposta. Quest’ultime, come è noto, si sono limitate di fatto a porre il loro veto.

Ancora più duro l’intervento di Antonio Marziale, il quale è stato Garante dei minori della Calabria per una decina di anni, che così si è espresso commentando questo ennesimo disastro burocratico: “È da un anno che stiamo assistendo a questo teatrino che neanche Pirandello avrebbe potuto immaginare.” In sostanza, ha sostenuto Marziale – in questo esprimendo la stessa impressione che molti cittadini hanno maturato da tempo- , che ogni scusa è buona da usare come pretesto per, evidentemente mi permetto di aggiungere, impedire a questa famiglia di tornare a vivere in santa pace.

Claudio Romiti, 18 settembre 2026

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