Politiche green

Accelerata sulle case green? Ecco cosa prevede la stretta

Il governo ha negato le voci sul taglio dei tempi nella ricezione della direttiva sugli immobili inquinanti

case green unione europea © MichaelPenhallow, dem10 e alexlsl tramite Canva.com

A sorpresa il governo spinge sull’acceleratore per le case green? No, nessun anticipo sui tempi previsti: come confermato dall’esecutivo, nella bozza della legge di delegazione europea per il 2024 l’esecutivo non si appresta a recepire la direttiva europea (Direttiva (UE) 2024/1275 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 aprile 2024, sulla prestazione energetica nell’edilizia). Sarebbe stata una grossa sorpresa, considerando che l’Italia ha votato contro il testo, unico Paese insieme all’Ungheria. La direttiva entrerà in vigore il 28 maggio, ma ogni Stato ha a disposizione due anni per adeguarsi alle norme nel quadro del parco immobiliare a emissioni zero entro il 2050.

Come aveva riportato da Italia Oggi, l’eventuale anticipo sarebbe stato legato al blocco agli incentivi statali per le caldaie alimentate a gas già previsto per il 2025. Secondo quanto previsto nella direttiva case green, ogni Paese entro il primo gennaio del 2025 dovrà mettere in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi all’articolo 17, paragrafo 15, della medesima direttiva, secondo cui non potranno più offrire incentivi finanziari per l’installazione di caldaie alimentate a combustibili fossili. Poi la scadenza del 2026, con la redazione del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, sempre nel quadro di un parco de carbonizzato e  ad alta efficienza. Le zero emissioni come stella polare, un diktat frutto dell’integralismo verde che tanti danni sta arrecando.

Ogni Paese – Italia compresa – dovrà abbassare il consumo medio di energia primaria degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035. Per quanto concerne gli edifici non residenziali, obbligo di ristrutturazione per il 16 per cento di quelli con le prestazioni peggiori entro il 2030  e per il 26 per cento entro il 2033. E ancora, evidenzia il quotidiano, gli Stati devono assicurare che gli edifici di nuova costruzione siano a emissioni zero dal primo gennaio 2028 per gli edifici di nuova costruzione di proprietà di enti pubblici e dal primo gennaio 2030 per tutti gli edifici di nuova costruzione.

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A tutte queste misure, la direttive case green aggiunge l’obbligo di installazione di impianti solari adeguati e di colonnine per le auto elettriche. Insomma, parliamo di costi milionari e di milioni di edifici coinvolti, per la precisione 12,2 milioni secondo i dati di Federlegno. Di questi, 9 milioni rientrano nelle classi più energivore, ossia E, F e G. Un fattore balza subito all’occhio: più del 70 per cento degli edifici italiani ha più di quarantacinque anni.

Franco Lodige, 15 maggio 2024

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