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Adrian e la morte artistica di Celentano

È inutile criticare: siamo tutti “Adrian”. Certo non tutti abbiamo a disposizione i suoi mezzi, anche creativi, ma Celentano resta ad oggi l’unico artista italiano, ed è tutto dire, capace di usare il mezzo televisivo come ognuno adopera la propria televisione. Cambia canale riuscendo a rimanere sempre sulla stessa frequenza.

Se i contenuti sono sempre quelli – l’ambiente, la cementificazione, il ruolo dell’artista e del cittadino oggi – non è colpa di Celentano, ma è nostra. Siamo noi a non esserci mai spostati oltre dai disegni di Milo Manara, siamo noi ad aver bisogno delle pause di Celentano per scoprire che le nostre ci creano paura. Celentano non fa che reiterare quello che l’ha portato al successo: la mediocrità visionaria di chi ci illude di fare un passo lungo come una chitarra . E pazienza se sia scordata da decenni, pazienza se il disco giri sempre sul solito piatto mondo di argomenti. Celentano si ostina a rivolgersi a un “popolo” che non esiste da tempo: un popolo che un tempo poteva volare in Lambretta cantando la Via Gluck ma che oggi ascolta la musica inglese in playlist sulle autoradio senza capire le parole.

Ogni sorpresa di Celentano è annunciata ma mai realizzata. Sembra che dovesse aprirsi il cielo con questo personaggio animato e invece è la solita passeggiata tra luoghi comuni che, dopo quarant’anni, se non sono cambiati  sarà anche colpa di Celentano. Se rimpiangi “lì dove c’era l’erba” dalla Tua villa in Brianza, se Milano la vivi solo come uno “skyline” da intoccabile, se non incontri le persone, il passo si perde, la voce evapora e le idee da universali ti rimangono appiccicate addosso.

Sembra che Celentano, come molti altri cantanti italiani, abbia deciso di passare da “urlatore” a silenzioso ribelle senza fantasia. L’anarchia di Celentano diventa cachet, la sua tele-visione solo un fatto estetico, l’ideazione di un cartone animato che interpreta la sua anima soltanto una sagoma di carta.

Qui c’è un cambiamento radicale che decreta la fine, o un punto di svolta di Celentano: non esiste la censura nel suo programma, ma l’autocensura. Celentano sa perfettamente sino a dove spingersi, sino a dove può denunciare e lì si rifugia senza disturbare. Da Celentano ci si aspetta un colpo si scena, ma sarà difficile assistervi. La sua morte artistica è già inscenata da tempo, con un esilio alla Mina, che però non può permettersi. Celentano regala ai suoi ascoltatori esattamente ciò che vogliono sentirsi dire. In fin dei conti è un Little Tony o un Bobby Solo che al posto delle sagre in piazza usa la televisione per vendere prodotti. Non solo se stesso, ma l’idea che “il treno dei desideri” sia deragliato dove l’azzurro ha lasciato spazio al nero dei ricordi.

Gian Paolo Serino, 26 gennaio 2019

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38 Commenti

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  1. Ormai siamo talmente abituati a criticare che non riusciamo a a capire il senso di quello che stiamo guardando ma è chiaro che siamo talmente presi dai social che la vita reale non sappiamo nemmeno come funziona e di questo i nostri politici di destra centristi di sinistra che in tv litigano e dopo vanno a cena in sieme ne prendono atto e fa il gioco che loro preferiscono. Io penso che Celentano ci voglia solo dire di svegliarsi e che noi siamo il popolo ed il popolo è sovrano e non succube di coloro che ci governano e ci derubano allo stesso tempo senza vergogna anzi con finto orgoglio. Non sono un fans sfegatato di Celentano ma mi piace come la pensa e che a volte meglio dire poche parole con un senso che tante senza capirne il significato.

  2. lentissimo e pretenzioso.
    Vorrebbe mostrarci la tendenza in un futuro ipotetico, dove : 1) I “concertoni” servono al regime; 2) Le donne sono assatanate; 3) La violenza generale prevale; 4) il diritto alla discoteca e al bere è inalienabile. t
    TUTTE PREVISIONI DISCUTIBILI E NIENTE AFFATTO ORIGINALI
    Ma non faceva prima a scrivercelo IN DUE RIGHE, , invece di infliggerci ore ed ore di un cartoon pieno SOLTANTO di “ADRIANITE” ?
    l’UNICA COSA BELLA SONO LE FORME DELLA RAGAZZA, MA DOPO LE PRIME TRENTA VOLTE … non si rischia nemmeno l’assuefazione .
    BASTA !!!

  3. Celentano era già vecchio quando era giovane; figuriamoci oggi che è vecchio davvero. Vederlo in TV e ascoltare i suoi pistolotti moralistici (sempre uguali, come fa da 40 anni) è come rileggere i vecchi fotoromanzi di Bolero film o Grand Hotel, come confondere la realtà con la fantasia, come fa la protagonista dello “Sceicco bianco” di Fellini. Celentano è innamorato del suo avatar che si è creato in tanti anni, la sua immagine virtuale, il ragazzo buono e “ruspante” che lotta contro il potere e le ingiustizie del mondo. Ma, guarda caso, interpreta sempre il personaggio del boss, del capo branco, dell’invincibile, del salvatore del mondo, del direttore, del tribuno, del ribelle che sconfigge i prepotenti, come “Er più”. Poi inventa i cartoon contro la sua stessa immagine. E scrive canzoni ambientaliste, sulla Via Gluck, dimenticando la sua villona immersa nel verde. E tutti citano i suoi successi, come prova del suo talento, a cominciare da “Azzurro” (che è diventata quasi la sua sigla personale); dimenticando che quella canzone che tanto successo gli ha dato, non è sua, ma di Paolo Conte il quale, invece, non viene mai citato; chissà perché. O della creazione del Clan, che faceva passare dome un’associazione fra amici, ma che attirava gli artisti e ne sfruttava economicamente i successi. Classico esempio la vecchia e dura battaglia, anche legale, con Don Backy, appropriandosi delle sue canzoni per interpretarle personalmente (Vedi il caso più famoso; “Canzone” festival di Sanremo 1968, che è di Don Backy, non di Celentano).
    O il grande successo di “Pregherò” del 1962, che era solo la cover di “Stand by me” un grande successo di Ben E. King, del 1961; anche questa tradotta e riadattata da Don Backy; guarda caso. Ma nessuno lo ricorda, citano solo la bravura di Celentano. Perché? Bravi, bravi, continuate così. O come, fantozzianamente, direbbe Landini “Vadi, vadi, vadi…”.

    https://www.youtube.com/watch?v=CCksxMknGH4

  4. …. ho provato a vedere la prima puntata di Adrian ma nn ce l’ho fatta. mi sembrava vecchia di contenuti, triste, tempi troppo lunghi e fuori dalla realtà. Scusate Celentano una volta mi piaceva ma questo non ha niente da dire. Viene fuori un già visto nn più interessante …

    • Ma allora, non hai letto niente dell’articolo di Serino che c’è sopra di te, motivo per il quale è generata questa possibilità di commentare, e dai delle capre agli italiani? Leggi, quadrupede!

    • Ma allora, non l’hai nemmeno letto l’articolo di Serino sopra di te e dai del capra agli italiani? Leggi, quadrupede!

  5. Non condivido le critiche, ma almeno son felice di leggere qualcuno che al di là del solo sparare sulla non godibilità da parte del pubblico come tutti i titoloni di questi giorni, entra nel merito dei contenuti e dei temi

  6. Premetto che non sono un fans di Celentano. Comunque ho guardato Adrian, ero curioso di vedere come funzionava un cartone in TV, La critica che faccio e che probabilmente le puntate sono troppo lunghe, non siamo abituati. Seconda critica, il personaggio centrale avrebbe dovuto essere Gilda, come tutte le donne dei racconti disegnate da Milo Manara. Che il programma sia uno specchio dove si rispecchia l’ego di Celentano non mi interessa, mi interessa il prodotto, questa penso fosse un esperimento, i creativi secondo me hanno fatto un grosso sforzo per proporre un prodotto nuovo, in Italia c’erano e ci sono grandi disegnatori per esempio: Ugo Pratt col suo Corto Maltese, Guido Crepax con la sua Valentina, tutti i fumetti di Bonelli, Milo Manara e le sue donne forti e avventurose, i racconti di Pazienza e tanti altri. Spero che l’esperimento vada avanti, e si allarghi a me personalmente piacerebbe vedere un buon prodotto con Martin Myster. Ritornando a Celentano non penso che servisse questo programma per sapere come la pensa, questo programma potrebbe essere l’inizio di un nuovo filone creativo non americano.Rispetto per il coraggio avuto.

  7. Ottima musica….cartoon d’autore…..un po di eros…….Se ogni artista avesse un quarto del coraggio e la forza di mettersi in gioco a 81anni. E se il popolo italiano fosse in grado di apprezzare opere fatte con duro lavoro e grandi investimenti, al di là che piacciano o meno……Adrian Festival di San Remo ma anche lo show di Albano. Avremmo meno grande Fratello isola dei Famosi e talk show inutili che parlano per ore della lecciso. I grandi show meritano di essere guardati e un loro Flop è solo un nostro immenso fallimento. P.s. so che ci tenete tanto, ho fatto del mio meglio per scrivere correttamente in Italiano ma più così non so fare!

    • Scrive cose molto condivisibili, questa è una pagina spero libera. Anche di dissentire da ciò che si legge da queste parti. Grazie

  8. Ottima musica….cartoon d’autore…..un po di eros…….Se ogni artista avesse un quarto del coraggio e la forza di mettersi in gioco a 81anni. E se il popolo italiano fosse in grado di apprezzare opere fatte con duro lavoro e grandi investimenti, al di là che piacciano o meno……Adrian Festival di San Remo ma anche lo show di Albano. Avremmo meno grande Fratello isola dei Famosi e talk show inutili che parlano per ore della lecciso. I grandi show meritano di essere guardati e un loro Flop è solo un nostro immenso fallimento. P.s. so che ci tenete tanto, ho fatto del mio meglio per scrivere correttamente in Italiano ma più così non so fare!

  9. È veramente spassoso leggere certi commenti.
    Solo su internet si trovano certi soggetti capaci di parlare, o meglio scrivere, impegnandosi così tanto, solo e soltanto per difendere un settantenne con un ego fuori da ogni normalità, che ha prodotto uno pseudo-fumetto di una pateticità unica.
    Nella prima puntata, che ho seguito per pura curiosità, non c’era un briciolo di senso.
    Una barcata di luoghi comuni sparati “ad cazzum” (in latino così vi gasate voi finti intellettuali), giusto per fare clamore, perché alla fine questo vuole Celentano.
    Purché se ne parli, non importa se bene o male.
    Alla fine della della puntata ero imbarazzato io per lui.
    Mi è rimasto solo il ricordo di un Nino Frassica ridicolo, per cui ho sempre avuto stima per il suo saper far ridere, ed una strumentalizzazione ridicola/imbarazzante del sesso e della violenza annessa.

  10. Che articolo triste! Che commenti tristi! Che sterile ricerca di edonismo lessicale nello sbertucciare Celentano.
    Ma cosa volete? Celentano è un mito, un eroe della giovinezza di tanti. Celentano è così che la sua gente lo vuole: un po’ simpatica canaglia opportunista, un po’ sublime interprete musicale. Celentano è Celentano. Se non vi piace cambiare canale, forse siete troppo giovani.

    • Infatti giudicando dagli ascolti di Adrian pare lo abbiano guardato lei, Giuseppe Matera e i familiari di Celentano. Tutti gli altri hanno cambiato canale.

  11. Che Pena che fate tutti, si tutti voi, che da una vita ormai siete contro al più FORTE ARTISTA ITALIANO…..
    MA in mezzo a voi c’è almeno qualcuno che ha almeno un PÓ di valore, da potersi permettere tutta questa incallita cattiveria?
    Adriano Celentano è un uomo sicuramente VERO, prima di tutto e sopratutto non un ipocrita, come lo è la maggior parte di voi meschini, che vivono solo accecati dall’invidia e dal rancore.
    Adriano Celentano non si vende, e da più di 40 Anni sta lottando, purtroppo, senza tanti risultati, contro tutto ciò che ci sta uccedendo ma Voi preferite morire, l’importante che ci sia un bersaglio da colpire in massa, che poi da soli non lo fareste mai,essendo dei Grandi vigliacchi.
    Lui ha tutto il diritto di sentirsi profeta perchè ha sempre anticipato tutti, si perchè tra voi non cè nessuno che sappi cosa sono Svalutation, mondo in mi 7″,la barca, albero di 30 piani, l’artigiano, l’unica Chance e tante altre.
    Mi viene da dirvi che provo tanta Pena per voi, MA davvero tanta, guardatevi i reality perchè voi quello vi meritate.
    Se si sarebbe venduto non avrebbe continuato a combattere per le cose in cui crede, MA lui non è come voi, meglio essere da soli e veri e non in tanti e STUPIDI

    • L’Italia farà fatica a migliorare finché ci sarà chi glorifica Celentano non per come canta (e di sicuro canta bene) ma per quello che lui crede di essere e che credono che egli sia i convertiti al Celentanismo, una specie di religione esoterica che sposa banalità a sublimi minchiate, roba che neanche Grillo ci riuscirebbe. Insomma i credenti del Celentanismo sono quasi una setta (il commento a cui rispondo lo conferma nel merito e nel tono), una via di mezzo tra vegani, crudisti e piattisti (quelli che ancora sostengono che la terra è piatta). Prima o poi sicuro che anche loro faranno un partito.

      • P.S. È vero, Celentano non si vende, non ne ha bisogno finché ci sono quelli che lo comprano, pagandolo anche caro, per fargli dire le solite cazzate, Rai e Mediaset in primis.

  12. Gian Paolo Serino ha dato la risposta alla domanda che mi ero posto … intuivo che ci doveva essere un perché al “flop” di Adrian ma non ero riuscito a capire quale fosse … questa società è ferma, bloccata, senza speranza di tornare a vivere con gioia, allegria, felicità, ritrovando semplicemente il modo di essere noi stessi

  13. Artisica?
    Come si fa a leggere un articolo che contiene un errore ortografico già nel titolo.
    La dice lunga all’attenzione che mettete nel divulgare (Celentano idem) senza averne le basi culturali, intellettive necessarie nell’ordine di un minimo sindacale garantito.
    La dice lunga anche su come succede che in questo paese regni il degrado assoluto.

    • Attenta, gli errori si nascondono dietro l’angolo delle parole. Se legge il suo commento troverà un errore grossolano. Chi di spada…
      Saluti

  14. E bravo Valter, come ti brucia il culo che a partire da una critica banale ad Adriano sei partito in una filippica contro Dario Fo. Toglietegli la bottiglia a sto ubriacone di Valter.

    • Non ho problemi al culo, al contrario di chi come te ce li ha alla faccia. E pure alle palle se si smarrona da una vita con la “poetica” di Dario Fo’, e magari si è letto tutto Saviano.

  15. Già… Dice sempre le stesse cose. Forse perché le cose da dire sono sempre le stesse. Certo, ci annoia sentire parlare di inquinamento, di violenza sulle donne, morti in mezzo al mare…. Vero è che uno che vuole vendere il prodotto nelle fiere come in TV, fa quello che gli riesce meglio…in questo caso canta. E Celentano non ha cantato. Non è un prodotto commerciale, il suo. Il talento al servizio di chi ormai, curando solo il proprio orticello, non si preoccupa di ciò che avviene intorno. E allora avanti…continuiamo a parlare di Celentano che è morto……e chissenefrega se chi sta morendo è la nostra umanità (essere uomini) e la terra che la ospita. E in fin dei conti, abbiamo sempre la rinascita artistica dell’isola dei famosi!

  16. Treno dei desideri intanto di Paolo Conte. Adriano solo fulgido esempio di opportunismo pseudoartistico…macchina da soldi. Che pena vedere cialtroni senza niente da dire (certi silenzi unico momento autentico in chi nulla ha da dire)…che parlano ad idioti solo per danaro. https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  17. Celentano ha fatto il suo tempo con i monologhi infatti ha lasciato il posto ai cartoons..ma rimangono adesso solo le sue canzoni..mai pero’ come la Mina!!!

    • Celentano non ha fatto il suo tempo. e’ sempre attuale e i problemi umanitari che lui denuncia purtroppo sono sempre attuali. anzi quei problemi che lui denunciava sin dagli anni 60 e 70 sono ancora pegggiorati. lui e’ sempre stato 20 anni avanti coi tempi rispetto agli altri

  18. Con tutto il rispetto, viene da chiedersi se in Italia i giornalisti gli articoli che scrivono li rileggano anche. No, io non li rileggo i commenti, se è per questo. Mi chiedo se un Chomsky, che giornalista non è, avrebbe mai scritto qualcosa come “abbiamo bisogno delle sue pause per scoprire che le nostre ci fanno paura”. Immagino di no: perché, semplicemente, non vuol dire nulla. Quando leggo un articolo, voglio che veicoli informazione, chiara, giustificata, con citazioni puntuali se servono a dimostrare quanto si dice; non voglio leggere poesia che suona bene, non serve a quello una laurea in lettere. Se è vero, come dice Jordan Peterson, che non c’è particolare differenza tra lo scrivere e il pensare, be’, mi pare evidente perché la cultura umanistica è morta, e Riccardo Manzotti lo aveva già dimostrato tempo fa. Pensavo che Boncinelli fosse un cancro, ma forse è invece una cura necessaria per il Paese…
    I problemi di Adrian vanno ben al di là di Celentano. C’era a lavorarci un gruppo della scuola Holden, teoricamente professionisti o potenziali futuri professionisti della narrativa e della sceneggiatura. Questo non sembra aver minimamente aiutato. Qualcuno ha pensato di scegliere l’infame studio SEK di Pyongyang (ebbene sì, proprio lì sta), che avrà pure lavorato anche al film dei Simpson, al capolavoro Avatar (The Last Airbender, non il film), i Cuccioli del Gruppo Alcuni che sono un buon prodotto, a piccoli progetti che più o meno tutti abbiamo visto (Marcellino Pane e Vino, la Principessa Sissi, I Gladiatori, Papà Castoro, e tanta altra roba trasmessa la domenica mattina), ma anche ad un mare di porcheria a basso budget, per lo più italiana.
    E poi, insomma, basterebbe dire: è Joan Lui. E basta. Stessa trama, stesso stile, identiche critiche, identica la reazione del pubblico, probabilmente peggiore la perdita economica. Il principale difetto del Celentano creativo è che è rococò fino al midollo, non ha alcun senso della misura, ma a differenza di Hirohiko Araki – quello di Jojo – non ha mai trovato il modo intelligente di sfruttarlo.

  19. [26/1, 15:54] STRE GATTO: #adrian #adrianocelentano

    OGNUNO DI NOI È STRAORDINARIO
    La grandezza non è questa magica, misteriosa, inafferrabile caratteristica divina che solo pochi prescelti raggiungeranno mai. È qualcosa che davvero esiste in ognuno di noi. È molto semplice: questo è quello in cui credo… e sono pronto a morire pur di realizzarlo! Punto. Semplicissimo.
    E penso che spesso invece rendiamo la situazione più difficile di quel che dovrebbe essere.
    Tu ed io non siamo cresciuti con la sensazione che chi eravamo avrebbe in qualche modo influenzato il nostro futuro. Siamo cresciuti con la convinzione che chi eravamo fosse praticamente irrilevante, perché saremo diventati qualcosa di più grande.
    NON CI SONO SCORCIATOIE SULLA SCIA DEL SUCCESSO
    La distinzione fra talento e capacità è uno dei concetti più fraintesi dalle le persone che stanno cercando di eccellere, che hanno dei sogni e vogliono realizzarli. Il talento è una dote naturale, le capacità si sviluppano esclusivamente attraverso ore, ore ed ore di lavoro su se stessi.
    Indipendentemente da quanto sei dotato, il tuo talento ti lascia a piedi se non sviluppi le tue abilità. Se non studi, se non ci lavori su, se non ti dedichi mente e corpo a migliorare ogni singolo giorno, non sarai mai capace di esprimere tutto il tuo talento nel modo in cui vuoi.
    MATTONE PER MATTONE
    Non dovete più azzardarvi a dire: “Non posso farcela”.
    Non devi partire con l’idea di costruire un muro intero. Parti dicendo: “Adesso metto giù questo mattone nella maniera migliore che un mattone possa essere posato”. E fai così ogni singolo giorno. E prima che te ne accorgi hai il tuo muro.
    IMPEGNATI A FARE LA DIFFERENZA
    Sai, è una idea che mia nonna ha sempre avuto: “Già che siam qui” diceva “è necessario cercare di fare la differenza”. Continuava a trasmettermi la responsabilità spirituale che ognuno di noi ha di migliorare la vita degli altri.
    Voglio fare del bene! Voglio che il mondo sia un posto migliore perché io sono stato qui.
    RAPPRESENTA UN IDEALE
    Voglio rappresentare un ideale. Voglio rappresentare possibilità. Voglio rappresentare l’idea che tu puoi davvero realizzare i tuoi desideri!
    DEVI CREDERCI
    Il primo passo – prima che chiunque altro al mondo ci creda, ci devi credere tu. Non c’è alcun motivo di avere un piano B, perché distrae dal piano A.
    Credo che esista una componente di pazzia che ogni persona di successo deve avere. Uno deve credere che qualcosa di diverso da quello che è successo nelle ultime centinaia d’anni possa succedere.
    Confucio ha detto: “Chi crede di farcela e chi crede di non farcela, di solito finiscono per aver entrambi ragione”.
    NIENTE È IMPOSSIBILE
    Essere realistici è la strada più frequentemente percorsa sulla via della mediocrità.
    Mi sembra una cosa talmente ridicola quella di adottare l’idea… “è impossibile”, “non succederà mai”, “non è fattibile”. Nell’istante in cui lo dichiari, ecco che l’hai reso possibile.
    I NOSTRI PENSIERI DIVENTANO COSE
    I nostri pensieri, i nostri sentimenti, i nostri sogni, le nostre idee si materializzano nell’universo. Se desideriamo qualcosa, la immaginiamo e ci impegnamo seriamente per ottenerla, quella è una sorta di spinta che esercitiamo sull’Universo per la realizzazione di quell’idea. L’Universo non ci prende in giro. Se non lasciamo che il mondo, le persone e le situazioni ci ostacolino o ci sottomettano, allora noi riusciremo a piegare l’universo, a domandare e comandare che l’Universo diventi quello che vogliamo che sia.
    C’è una sorta di potere mistico intrinseco al prendere una decisione, …invece di sentirti condizionato dalle circostanze che hai intorno. Prendi una decisione! Semplicemente scegli quel che succederà, chi diventerai, come riuscirai a farcela. Prendi una decisione. E da quel punto in poi, l’Universo si toglierà di mezzo.
    Esiste una sorta di corrente nell’Universo, che in qualche modo bisogna imparare a navigare.
    DEVI FOCALIZZARE
    Sono arrivato a capire che per raggiungere il livello di successo che vuoi è difficile dividere le forze e fare più cose assieme. Bisogna concentrarsi in maniera quasi ossessiva. Devi davvero focalizzarti completamente; mente, corpo e anima.
    ATTACCA LE TUE PAURE
    La paura mi dà motivazione. Odio essere spaventato all’idea di fare qualcosa. E credo che quel che si è sviluppato in me fin da quando ero piccolo è un’attitudine ad attaccare le cose che mi fanno paura.
    PROTEGGI I TUOI SOGNI
    Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Neanche a me. Ok? Se hai un sogno tu lo devi proteggere! Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non lo sai fare. Se vuoi qualcosa vai e inseguila! Punto!
    [26/1, 15:55] STRE GATTO: https://m.youtube.com/watch?v=vgV0tnGsnfg&feature=youtu.be#menu
    [26/1, 16:03] STRE GATTO: Diffondere a chi vuoi mi faresti un gran piacere

  20. Quello che le persone intelligenti non perdonano alle celebrità è fare pipì fuori dal vaso. Se Celentano si fosse limitato a cantare e non avesse preteso di parlare (?) credendosi una specie di profeta, avrebbe potuto essere ricordato come il Frank Sinatra italiano. Lo stesso destino di un Dario Fo’, che se si fosse limitato a recitare senza la pretesa di fare dei suoi spettacoli una specie di “surrealismo” socialista, sarebbe ricordato come uno dei massimi attori italiani, piuttosto che per un premio Nobel farlocco ottenuto solo per intercessioni politiche e non certo per il valore, infimo, della sua produzione teatrale.

  21. Mi scusi Serino, ma non la capisco.
    Se vuole fare la pubblica lamentazione della morte della cultura e della società (argomento attualissimo, al punto che già i vescovi italiani del 600 dC ne parlavano…), scelga un altro bersaglio.
    Adrian, e’, molto piu’ semplicemente, l’ego di Celentano, grosso come un dirigibile.
    Ed e’ semplicemente orrendo. Tutto qua. Niente discorsi sui massimi sistemi.

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