Una sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata oggi, conferma che la circolare del Ministero dell’interno del 18 novembre 2024, quella che ha imposto l’identificazione “de visu” degli ospiti anche in caso di affitti brevi, va intesa in senso moderno, consentendo quindi anche l’identificazione a distanza, tramite le moderne tecnologie.
Come spiegano i giudici amministrativi, infatti, “la identificazione de visu al centro delle contestazioni non si esaurisce giocoforza nella verifica analogica in presenza da parte del titolare atteso che, attraverso le nuove tecnologie dell’informazione, essa potrebbe essere effettuata mediante appositi dispositivi di videocollegamento predisposti dal gestore all’ingresso della struttura purché idonei ad accertare, hic et nunc, l’effettiva corrispondenza tra ospite e titolare del documento di identità, esibito o trasmesso con altro canale telematico all’atto dell’accesso alla struttura (es. spioncino digitale o QR code che faccia un fermo immagine)”.
A questo punto auspichiamo che il Ministero provveda a integrare la propria circolare con le precise indicazioni del Consiglio di Stato, che consentono pienamente di garantire le esigenze di sicurezza all’interno degli edifici.
Giorgio Spaziani Testa, 21 novembre 2025
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© Billion Photos, wakila e OzricsCartoons tramite Canva.com
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