Caffè avvelenato

Alla fine vincerà la Salis

Ogni giorno un po' di veleno sulle cose del mondo

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Qui al Bar siamo rassegnati: alla fine la spunterà Ilaria Salis che vuole abolire le forze dell’ordine (e personalmente possiamo capirla). Nel frattempo, assistiamo alla progressiva smilitarizzazione: l’inseguimento no, la pistola no, il taser no, il manganello no. Se i delinquenti fanno o minacciano una strage, e pigliano a mazzate anche gli sbirri, che vuoi che sia.

Bisogna abolirli, gli sbirri, così non c’è più la dialettica guardia e ladri: problema risolto. O almeno farne delle forze dell’ordine petalose, consapevoli, inclusive, molto inclusive. Due passano col cannone, gli sputano e loro li affrontano con le primule nelle fondine. Anzi, no, meglio i vibratori. Per mantenere l’ordine pubblico si potrebbe procedere così: a un posto di blocco i maranza o mafiosi o delinquenti assortiti si fermano e prendono a catenate le divise coi capelli tinti di rosa e le unghie laccate, però corte, se no sono armi improprie, in calzamaglia, che da parte loro intavolano un ragionamento sulla pace nel mondo, il riscaldamento globale, il capitalismo che genera disuguaglianze, il disagio dei vip, le energie alternative, la dieta bio, la percezione sessuale.

Voilà, le città d’incanto si rassicurano e il modello potrebbe prendere piede in tutta Europa, nel resto dell’occidente. Forze dell’ordine ossigenate, pacifiste, arcobaleno, percepite. Che giocano, bang bang, poi tutto finisce sempre con un apostrofo rosa tra le parole: t’arresto, smack smack. Del resto, è il rimedio omnibus dei nostri tempi: per qualsiasi situazione, emergenza, criticità, basta far finta di niente, che poi passa, passa sempre.

Come diceva il sindaco fauno di Milano: ma quale città pericolosa, è solo percezione, strumentalizzazioni, siete fascisti. Poi, mentre lui era distratto a tirar su grattacieli, 4 bambini rom falciano e lasciano a morire come un cane sull’asfalto una pensionata settantenne dedita alle opere sociali. Anche quella, solo percezione, si vergogni chi specula, gli accampamenti, abusivi, non vanno smantellati ma incoraggiati, che tra l’altro svolgono un sacco di servizi per la bella politica, i rom bisogna percepirli come delle vittime, intervistarli, accontentarli come dicono i giudici della Cassazione.

Ieri sempre a Milano un mama Africa strafatto si accomoda sul cofano di due che vanno a lavorare e non si schioda: “Uhè, tu, ti levi dal cazzo?”. Ma quello è troppo andato e del resto non gliene frega niente, se ne va quando vuole lui, dopo lunghi minuti in cui non si vede l’ombra di una divisa in rosa, non municipale, non delle forze dis-armate. E chi glielo fa fare di rischiare ancora con questi chiari di luna? Diceva l’architetto piddino Boeri al sindaco fauno: neghiamo pure la realtà ma qui ci vuole l’esercito perché prima o poi ci scappa il morto.

Ma l’esercito non c’è, dismesso per decreto, come la vecchia rifondarola Lidia Menapace quando voleva abolir le Frecce Tricolori “che inquinano e mi danno fastidio”, a questi qua l’unico esercito che piace è quello con la bandiera di Hamas; e la magistratura appunto nega la realtà e mette sotto inchiesta a ciclo continuo gli sbirri per qualsiasi cosa: se inseguono, se sparano col taser, se alzano una paletta, se si permettono di fermare degli onesti tagliagole in piena rapina. Ma sì, diamoli a Ilaria Salis, che tutto va a posto. Poi se li porta ad occupare le case e, se ci scappa, al gaypride in Ungheria. A sfilare sui carri.

Il Barista, 21 agosto 2025

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