Esteri

Altro che attentato russo: la verità sul Gps di Ursula

Prima l’allarme per un sabotaggio russo, poi la smentita bulgara: nessun attacco, solo interferenze di routine

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Nuovi aggiornamenti sul caso che ha coinvolto Ursula von der Leyen. La scorsa domenica l’aereo della presidente della Commissione europea è atterrata in Bulgaria manualmente, grazie alle cartine, a causa di interferenze al segnale del suo Gps. Il dito è stato subito puntato contro Mosca: possibile sabotaggio russo, questa la strada più probabile. Ma in realtà le cose sarebbero andate diversamente.

Si è parlato di jamming, il disturbo provocato nelle trasmissioni radiofoniche. L’ipotesi russa è stata immediatamente rilanciata dal governo europeo: “C’era un disturbo del segnale Gps, ma l’aereo è atterrato sano e salvo […] Abbiamo ricevuto informazioni dalle autorità bulgare che sospettano che l’episodio sia dovuto a una palese interferenza della Russia”. Il Cremlino ha immediatamente negato ogni responsabilità tramite il portavoce Peskov, che ha bollato l’informazione “scorretta”. Nella serata di lunedì, Flightradar24, un servizio di monitoraggio aereo considerato attendibile dagli esperti, aveva iniziato a mettere in dubbio alcuni dettagli della vicenda.

Ma dopo giorni di dubbi, accuse e ipotesi, ecco la posizione degli esperti di sicurezza bulgari. Il presidente Rosen Zheliazkov ha spiegato: “Interferenze del genere succedono quotidianamente. Non è in corso né sarà aperta alcuna indagine sull’incidente, queste interferenze non sono né minacce ibride né cyberattacchi”. Come riportato dal Fatto Quotidiano, il presidente bulgaro ha ribadito in Parlamento che non esiste alcuna prova di “prolungata interferenza” all’aereo della von der Leyen. Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro dell’Interno Daniel Mitov: “Possiamo affermare categoricamente che non è così”.

Tant’è che anche Bruxelles ha optato per il dietrofront. “Non abbiamo mai detto che l’interferenza al segnale Gps riscontrata dall’aereo sul quale volava la presidente Ursula von der Leyen in Bulgaria sia stata espressamente contro di lei” la linea della portavoce della Commissione: “Siamo ben consapevoli che, purtroppo, questo incidente non riguarda specificamente la presidente, il che significa che si verifica con grande regolarità su molti aerei che volano, in particolare, lungo il nostro confine orientale. La situazione è complicata. È un dato di fatto che dall’inizio della guerra di aggressione russa in Ucraina, questi episodi sono aumentati”. E ancora: “Questo è il motivo per cui stiamo anche agendo, supportando un’iniziativa per sviluppare un piano d’azione a livello Ue”.

Ieri Bruxelles ha inoltre ribadito che le interferenze non sono un caso isolato lungo il confine orientale dell’Unione, diventato un’enorme base militare prossima alla Federazione e ai suoi siti militari. Tornando quindi al caso jamming, non si tratta che di ciò che hanno già subito migliaia e migliaia di aerei europei su quelle latitudini. Nessun mirino sulla von der Leyen. Certo, i pericoli della guerra in Ucraina restano: il trasporto aereo in quell’area non è sicuro quanto dovrebbe e non è un mistero che diversi voli nella zona baltica sono stati cancellati. Ma gridiamo al lupo quando il lupo c’è davvero…

Franco Lodige, 6 settembre 2025

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