Affrontare il tema della sicurezza in Italia è un’impresa quasi titanica se si considera che ad ogni norma emanata, giustamente ferrea e punitiva, per chi si macchia di reati, anche giudicati minori, vi è la solita sollevazione di chi strumentalizza, impropriamente, e pro domo propria, il concetto di “antifascismo”.
Non poteva rappresentare, pertanto, un’eccezione, il nuovo Decreto Sicurezza il cui scopo è quello di “civilizzare” chi pensa che nel nostro Paese sia consentito tutto in virtù di una Costituzione Democratica e di un garantismo che, in mano ad una certa parte della magistratura, sovverte la realtà facendo passare per “criminali e fascisti” coloro che hanno il compito di far rispettare la legge e per “vittime” i delinquenti e i criminali di strada.
Naturalmente, le critiche sono saltate fuori puntuali con i vari slogan, cui siamo ormai abituati, da parte di esponenti di forze politiche il cui unico scopo è “portare in Italia chiunque pur ampliare il consenso elettorale”; immigrazione incontrollata, impunità, soprattutto per extracomunitari irregolari, prendere le difese di chi viene colto sul fatto, sono vili strategie finalizzate ad accattonaggio politico.
Critiche sterili senza proposta alternativa
Prima di entrare nei dettagli dell’ossatura del Decreto è utile soffermarsi su dichiarazioni di alcuni esponenti di sinistra il cui sport principale è avversare qualsiasi iniziativa, a prescindere.
È il caso del On. Angelo Bonelli che ha colto la palla al balzo per definire il pacchetto di norme una “deriva autoritaria”, probabilmente nessuno gli ha mai occupato l’abitazione…
Idem dicasi per l’On Nicola Fratoianni che ha definito il Decreto uno “Scandalo” adducendo, di fatto, il pretesto che con le nuove norme non vi sarebbe più il diritto di manifestare, tipico di chi vuol incutere timore nelle masse senza entrare nei dettagli delle norme.
Non poteva mancare, ovviamente, la sentenza della Segretaria (non vorrei essere additato come maschilista) Schlein che ha addirittura affermato che nel Decreto Sicurezza sarebbero contenute norme “peggiori del Codice Rocco” e che per la destra “la povertà è una colpa”. È lecito chiedersi dove fosse l’On. Schlein quando governava il suo partito e la povertà aumentava o Stellantis decideva di chiudere i battenti in Italia.
Dichiarazioni senza alcuna base, puro tentativo di recuperare consensi, credete che qualcuno a sinistra abbia davvero a cuore le sorti delle classi più deboli? Nulla di tutto ciò, è soltanto uso strumentale di ogni argomento o tema che possa, in qualche modo, dar loro la possibilità di incutere la “paura del fascismo” tra le masse, storia vecchia.
Idem dicasi per i referendum, alcuni dei quali hanno solo lo scopo di aumentare la base elettorale dei proponenti.
Le novità introdotte con il Decreto Sicurezza
È proprio il caso di dire che finalmente un governo abbia messo mano alla questione dell’occupazione abusiva di abitazioni, oltre ad essere una norma di civiltà rammenta che chi commette il reato è l’occupante abusivo e non il proprietario dell’immobile che ne chiede l’allontanamento. Con le nuove disposizioni, infatti, lo sgombero di occupanti abusivi è immediato ad opera delle forze dell’ordine anziché attendere mesi, o anni, per decisioni di tribunali che non arrivavano mai.
Si introduce il reato di occupazione arbitraria di immobile destinato a domicilio altrui con pene comprese tra 2 e 7 anni di detenzione e, come detto, sgombero immediato. Altra importante norma, a contrasto dello sfruttamento dei minori, è l’inasprimento della pena per coloro che utilizzano bambini a tale scopo, spesso mandandoli in giro senza protezione alcuna; prevista detenzione fino ad un massimo di 5 anni.
Veniamo al tema tanto caro ai “dem” e sindacati vari, ovvero le manifestazioni che, contrariamente a quanto si tenta di far passare come messaggio, non sono e non saranno mai proibite. I reati previsti rientrano nell’ambito della violenza e del danneggiamento di beni pubblici e privati durante eventi in luoghi aperti al pubblico; pene da 1 anno e 6 mesi a 5 anni, oltre multe fino a 15mila euro.
Sempre nello stesso ambito, proteste o manifestazioni di dissenso; ora sono regolamentate in modo tale da non arrecare danno alla collettività, ovvero i blocchi stradali, ferroviari, impedimento apposto con il proprio corpo affinché si fermino le attività quotidiane ora sono considerati reati penali con detenzione da un mese a sei anni.
Naturalmente per la sinistra questa sarebbe una norma “anti Ghandi”, invece è una norma di civiltà che mancava; le manifestazioni di protesta, come da sempre accade, ben prima dell’emanazione del Decreto Sicurezza, devono essere autorizzate e si devono svolgere senza danneggiare cose o persone, impedire il passaggio di mezzi di trasporto o ricorrere alle minacce, ciò che è stato fatto è soltanto curare la parte normativa di questi fenomeni che, fino ieri, erano impuniti.
Ancora, norme contro il vandalismo in nome di cause (spesso ecologiche) o sostegno a determinate iniziative, pene da 6 mesi ad 1 anno e mezzo e multe tra mille e 3mila euro; tutela legale per gli agenti delle forze dell’ordine, spesso indagati semplicemente per aver svolto il proprio dovere, con l’introduzione di benefici economici fino a 10mila euro per spese legali.
Nulla di “autoritario”, semplice procedura di allineamento a paesi civili
Il sistema normativo in materia di sicurezza, in virtù delle considerazioni iniziali, e proprio per l’eccessivo garantismo, avvicinava l’Italia più ad un paese anarchico stile far west che a nazioni civili cui gli stessi “professori” della sinistra si ispirano nell’ambito proprio di quel che resta, ormai, di un’Unione Europea senza una guida.
Era ora che si iniziasse a diffondere il concetto che non esistono, e non devono esistere “reati minori o depenalizzati”, un reato è un reato e ciò che può variare è la pena ma non certo può sussistere l’impunità con il “ricatto della deriva autoritaria”; soprattutto, è di vitale importanza inviare un messaggio al mondo che l’Italia non è il Paese in cui si viene senza permesso, si delinque perché “comunque in carcere non si va”. Idem dicasi per chi pretende di diffondere le proprie idee minacciando o aggredendo chi la pensa diversamente, vedi centri sociali o università …
Antonino Papa, 28 maggio 2025
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