Commenti all'articolo Quello che non vi hanno detto sulla Repubblica (e no: non fu un plebiscito)
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6 Commenti
ager
4 Giugno 2026, 10:56 10:56
La data decisiva non fu affatto il 2 giugno del 46, ma il 18 aprile del 48; la “scelta di civiltà”, come la definì Giuseppe Saragat.
E siccome gli stalinisti persero, allora non bisogna ricordarla.
Fabrizio
4 Giugno 2026, 10:10 10:10
Così come non potranno mai essere cancellate l’eleganza e la la correttezza del Re Umberto II che accettò di lasciare il Quirinale risparmiando al Paese una guerra civile. Umberto, al quale l’Italia repubblicana riservò l’esilio per tutto il resto della vita, negandogli persino di morire in Patria.
Fabrizio
4 Giugno 2026, 10:05 10:05
Una cosa è certa: la vittoria della Repubblica non fu netta, né unanime. Ci fu un’altra Italia, in quel 2 giugno 1946, che non si riconobbe in quella dei vincitori nelle urne. E nessuna autocelebrazione repubblicana potrà mai cancellarla.
Emiliano
4 Giugno 2026, 9:41 9:41
Repubblica o monarchia poco cambia (vedi G.B).
MattiaC
4 Giugno 2026, 8:08 8:08
Un vero complotto delle istituzioni. Adesso chi non ha mai frequentato una scuola e nemmeno ha mai visto “Una vita difficile” (1961) può rimettersi al passo.
La data decisiva non fu affatto il 2 giugno del 46, ma il 18 aprile del 48; la “scelta di civiltà”, come la definì Giuseppe Saragat.
E siccome gli stalinisti persero, allora non bisogna ricordarla.
Così come non potranno mai essere cancellate l’eleganza e la la correttezza del Re Umberto II che accettò di lasciare il Quirinale risparmiando al Paese una guerra civile. Umberto, al quale l’Italia repubblicana riservò l’esilio per tutto il resto della vita, negandogli persino di morire in Patria.
Una cosa è certa: la vittoria della Repubblica non fu netta, né unanime. Ci fu un’altra Italia, in quel 2 giugno 1946, che non si riconobbe in quella dei vincitori nelle urne. E nessuna autocelebrazione repubblicana potrà mai cancellarla.
Repubblica o monarchia poco cambia (vedi G.B).
Un vero complotto delle istituzioni. Adesso chi non ha mai frequentato una scuola e nemmeno ha mai visto “Una vita difficile” (1961) può rimettersi al passo.