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Altro che taglio ai privilegi: Di Maio si piglia il maxi-stipendio

I costi della Camera restano uguali nonostante il taglio dei parlamentari. E intanto Fico e Di Maio si sono sistemati

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A proposito di tromboni, quelli che proprio non sopporto sono quelli che fingono di voler combattere i privilegi perché poi li vogliono per loro.

Io sono sempre stato favorevole al taglio del numero dei parlamentari, perché penso che un Parlamento più snello possa essere anche più efficiente. Però adesso mi sento preso per i fondelli. Ho letto il bilancio triennale della Camera dei Deputati 2022-2024, anticipato da Francesco Verderami sul Corriere della Sera, e ho scoperto che noi continueremo a pagare la stessa cifra, cioè 943 milioni, anche se il numero dei deputati si è dimezzato.

È inaccettabile, eppure è così. Il numero dei commessi è rimasto uguale. Le spese telefoniche sono rimaste le stesse. I costi per la ristorazione identiche: magnano sempre uguale? Anzi, mangiano il doppio. E infatti anche le spese per gruppi parlamentari sono rimaste pari pari alla scorsa legislatura.

Ma non solo. Perché quelli che una volta gridavano ai tagli dei privilegi della politica, adesso si sono ben sistemati. Basta vedere cosa fanno oggi Roberto Fico e Luigi Di Maio

Continua ascoltando la video-rubrica di Mario Giordano