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“Americanata” si può dire, “virus cinese” no

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“Halloween è questa immensa idiozia, questa immensa, stupida americanata che abbiamo importato anche nel nostro Paese”. Sono parole usate alcuni giorni fa da Vincenzo De Luca, il governatore della Campania. Premesso che l’origine di Halloween è celtica e non americana, nel termine “americanata” pronunciato da De Luca si riassume bene tutta la cultura anti-americana di cui è inzuppata l’Italia. Era anti-americano il Partito comunista italiano, da cui De Luca proviene. Era anti-americano il fascismo. Era ed è anti-americana buona parte della cultura cattolica e della Chiesa e non a caso il Vaticano di Papa Francesco persegue da tempo strategie di intesa con la Cina.

Ai tempi della guerra fredda l’antiamericanismo guardava con simpatia soprattutto all’Unione Sovietica, poi c’era chi strizzava l’occhio ai paesi non allineati (di cui faceva parte, per ricordarlo ai nostri lettori, la Jugoslavia di Tito), al Terzo Mondo da riscattare contro i bianchi occidentali sporchi e cattivi ed infine alla Cina di Mao. Oggi, evaporata l’URSS, sono rimasti la Cina ed il terzomondismo. Soprattutto la Cina. Nessuno infatti – nonostante il virus che ci abbia colpito così duramente in vite umane perse ed in cambiamenti radicali per le nostre libertà sia esploso a Wuhan – in Italia ed in Europa chiama il Covid-19 virus cinese. Guai.

Americanata si può dire di Halloween (anche se la festa è di origine celtica) ma virus cinese (ed è arrivato dalla Cina per davvero) del Covid-19 no. Perché? Perché l’Italia e l’Europa da molti anni, troppi, sviluppano un sentimento anti-americano e basta. Preferiscono simpatizzare e non criticare la dittatura di Pechino piuttosto che stringere la mano a Donald Trump. Del resto, gli anti-americani d’Italia e d’Europa sono decenni che rompono i coglioni con la crisi dell’Occidente e con il politicamente corretto, esasperato sino al punto da inseguire nuove e continue censure nel linguaggio.

Nel settembre del 1976, quando morì Mao Tse-tung, Il Manifesto titolò : “È morto il compagno Mao Tse-tung. Ci ha insegnato che il comunismo è il radicale rovesciamento della storia fondata sull’egoismo e sullo sfruttamento. Per questo dalla Cina ‘arretrata’ è partito il solo suggerimento adeguato per affrontare la crisi di civiltà dell’‘avanzato’ Occidente”. Dopo Mao è morto pure il comunismo ma loro, gli anti-americani d’Italia e d’Europa continuano a parlare dei difetti e del declino dell’Occidente (e basta). Una vera cineseria!

Il Corsaro Nero, 18 ottobre 2020