
Qui al Bar siamo malinconici, sarà che l’estate sta finendo senza averla mai afferrata, noi sempre al bancone stiamo: intanto le temperature apocalittiche che sciolgono i grattacieli chi le ha viste, la sera al mare 18 gradi, figurarsi in montagna, ma non è tanto quello, è che, come diceva quel filosofo, la storia è fatta di corsi e ricorsi e, come diceva quel sociologo, si verifica prima in tragedia, poi in farsa.
La magistratura, per esempio. Trenta e passa anni fa le “Mani Pulite” servirono a destabilizzare per stabilizzare, oggi invece pure. Con la differenza che allora, almeno, i giudici si muovevano su basi di reato fondate: rubavano tutti, poi che servisse a far fuori una classe politica in modo chirurgico, mantenendo quelli che rubavano forse più degli altri, il PDS, ed anzi spianandogli la strada verso il potere, è certo; e, siccome si era messo di mezzo quella scheggia vagante di Berlusconi, i moralizzatori del team di Milano si scatenavano, ove a torto ove a ragione, al grido “resistere, resistere, resistere”, fingendo di restare ligi al solo codice e alle loro coscienze.
Adesso però è peggio, la tragedia è scaduta a farsa: adesso i giudici non si nascondono più, se c’è da inventare inventano, la faccenda dell’aguzzino Almasri è chiaramente pretestuosa e loro non lo dissimulano, se ne vantano. Il governo ha agito come ha agito (e alla luce del sole, leggerezza imperdonabile col senno del poi) per tutelare circa seicento italiani in Libia? “Ah, non è affar nostro”. No, ma non lo è neppure sabotare un governo come una Salis qualsiasi. Dice Meloni: c’è sotto un disegno. Ma altroché se c’è!
Con la sinistraminkia delle Lelle e delle Ilarie che, a sua volta, non si tiene più, neppure finge distacco come ai tempi di Occhetto, quando la situazione pareva fuori controllo e perfino la sinistra politica in qualche misura temeva le esondazioni di quella giudiziaria: no, adesso si scatenano in un tifo ultrà che manco al gaypride. E ridono, incitano, insultano, tutti insieme svaccatamente, neanche più un ritegno di facciata.
Almasri e immigrazione, a tenaglia: non è solo ritorsione per la separazione delle carriere, certo c’è anche quello, c’è la riforma, c’è il referendum, ma la questione va oltre la difesa delle prerogative, del mantenimento di un potere alla lettera irresponsabile, sta nell’attitudine forsennatamente ideologica, nella saldatura con il referente politico tradizionale: il capo dell’ANM che arriva a minacciare, roba mai vista, mai sentita neppure nei giorni più roventi di Tangentopoli, con la sinistra che fa la ola, il duo impresariale Bonelli&Fratoianni già che c’è denuncia la Giorgia come criminale di guerra, nientemeno. Loro, che non dicono una parola storta su Hamas neanche a cavargliela con le tenaglie. Loro, che le groupie di Hamas le corteggiano.
Oltre la tragedia c’è la farsa, oltre la farsa cosa c’è? C’è la malinconia di chi pensa: questo Paese è irredimibile, irrecuperabile e scivola sempre più verso una dittatura neppure tanto morbida, dittatura e basta. Senonché, attenzione, è chiaro che il bersaglio è la Meloni col suo governo, i suoi ministri, ma di questo passo la casta o cosca giudiziaria non si accontenterà più, pretenderà soluzioni sempre più estreme, domani, anche da un governo amico di sinistra estrema. Che malinconia, come è amaro questo lungo caffè che chiamano vita. E la chiamano estate.
Il Barista, 8 agosto 2025
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