Il teatro e l’opera come “antidoto al pensiero unico”. Beatrice Venezi reagisce con la forza della cultura ai tentativi di intrappolare la musica e chi la dirige tra le strette maglie dell’ideologia. “La libertà è protagonista in molte opere”, ricorda ai microfoni di Nicolaporro.it l’apprezzatissima direttore d’orchestra, rea – per certi livorosi detrattori – di non essere di sinistra.
A margine della lectio magistralis offerta al pubblico della Ripartenza 2026 di Milano, Venezi ha stigmatizzato i tentativi di rileggere persino la lirica attraverso le assurde teorie woke. “Così diminuiamo la potenza di quelle opere, che sono testimonianza storica della sensibilità dell’epoca. Va rispettata la volontà del compositore e del librettista: questo, per come la vedo io, è il vero servizio alla musica”.
E le insolenze di chi vorrebbe connotare politicamente persino le sette note? Venezi risponde con stile, mettendo in sordina – è proprio il caso di dirlo – le cacofonie: “Non è una cosa nuova, credo ci si debba approcciare all’arte e alla cultura in maniera totalmente libera”.
Marco Leardi, 20 febbraio 2026
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