Cronaca

Antifà massacrano giovane di destra: quei legami con Avs in Italia

Dal pestaggio mortale di Quentin alla visita alle Fosse Ardeatine: ecco cosa spunta

avs
Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Altro che coincidenze. La storia del pestaggio mortale del giovane Quentin a Lione non è soltanto una tragica pagina di cronaca francese. È anche uno specchio che riflette, nitido, certi legami politici e ideologici che passano per Roma e arrivano dritti dentro le istituzioni italiane. Il nome che torna sempre è quello di Raphaël Arnault, fondatore della Jeune Garde Antifasciste, formazione sciolta dal governo francese perché ritenuta violenta. Attorno a lui ruota una vicenda che oggi imbarazza non poco pezzi della sinistra italiana. Non parliamo solo degli europarlamentari di Avs, come Ilaria Salis e Mimmo Lucano, o della Cgil che hanno sottoscritto un appello insieme agli esponenti della “Giovane Guardia antifascista”. Qui c’è qualcosa di più diretto, più concreto, più difficile da archiviare come semplice solidarietà ideologica. Il 12 ottobre 2024, a Roma, il presidente dell’VIII Municipio Amedeo Ciaccheri – uomo vicino ai centri sociali – consegna una targa ufficiale con tanto di logo del Comune a Arnault. Non una stretta di mano distratta, non una foto rubata: un riconoscimento istituzionale.

E non finisce qui. In quella occasione, riporta Il Gironale, Ciaccheri incontra e si fa fotografare con Jacques Elie Favrot, assistente parlamentare di Arnault. È lo stesso Favrot che, secondo diverse testimonianze, avrebbe partecipato al pestaggio che ha portato alla morte di Quentin. Quando la vicenda esplode, la presidente dell’Assemblea nazionale francese Yael Braun Pivet prende una decisione netta: “in seguito al decesso di Quentin a Lione e alla luce delle testimonianze che menzionano il signor Jacques Elie Favrot, assistente parlamentare del deputato Raphaël Arnault” viene disposta la sospensione del suo accesso al Parlamento. Una misura che non si adotta per un equivoco.

Contattato, Ciaccheri non smentisce l’incontro. Anzi. Spiega di aver “accolto il deputato della Repubblica francese Raphaël Arnault per una visita al Mausoleo delle Fosse Ardeatine” e di aver consegnato la targa “come di consueto per le visite di questo tipo”. Peccato che la targa non avesse nulla di neutro o protocollare. La dedica recita: “compagno de La France Insoumise. Uniti nella battaglia”. Più che un atto istituzionale, sembra uno slogan da assemblea.

Quando gli viene chiesto se sia stato opportuno consegnare una targa ufficiale a una figura già inserita dal luglio 2024 – dunque prima della visita romana – nella categoria “Fiche S”, cioè tra i soggetti considerati una “minaccia alla sicurezza nazionale” in Francia, Ciaccheri replica che si tratta di “una mia iniziativa personale e non del Comune”. Personale? Con il logo ufficiale del Campidoglio inciso sopra e la firma da presidente di Municipio? Qui non siamo nel salotto di casa. Siamo dentro un’istituzione della Repubblica.

Leggi anche:

Non stupisce, allora, che dopo lo scioglimento della Jeune Garde Antifasciste deciso dal governo di Emmanuel Macron, l’imbarazzo sia salito anche a Roma, sotto l’amministrazione di Roberto Gualtieri. Tanto che il post con cui Ciaccheri annunciava la premiazione è sparito. Cancellato. Stessa sorte per il messaggio del consigliere regionale del Lazio Claudio Marotta, che aveva scritto: “a Roma, insieme al deputato Raphaël Arnault della France Insoumise, migliaia di persone per ribadire la necessità di un cessate il fuoco immediato su Gaza”. Pulizia digitale. Quando la realtà diventa scomoda, si prova a farla evaporare.

Nel suo viaggio romano dell’autunno 2024, Arnault partecipa anche a un corteo pro Palestina. Alla consegna della targa è presente il presidente locale dell’Anpi. E lo stesso Arnault rivendica l’episodio con orgoglio: “Un grande onore aver ricevuto questa targa a Roma dal presidente dell’Anpi, l’associazione partigiani (antifascista resistenza) e aver incontrato tanti compagni antifascisti a seguito dell’invito al 30° anniversario del centro sociale la Strada”. Il centro sociale La Strada non è un luogo qualsiasi: è uno dei principali spazi occupati della Capitale. E con quell’ambiente Ciaccheri ha un rapporto storico.

Il punto politico, però, è un altro. Qui non si tratta di discutere astrattamente di antifascismo. Si tratta di capire se sia accettabile che un’istituzione italiana offra riconoscimenti ufficiali a un leader di un gruppo poi dichiarato violento e illegale in Francia, mentre il suo entourage è coinvolto in un’inchiesta per un pestaggio mortale. Domande semplici. Risposte, per ora, molto meno.

Franco Lodige, 17 febbraio 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Lo sapevi che...

Da oggi puoi aggiungere Nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google visitando questa pagina e spuntando la checkbox a destra