Giovedì scorso, durante L’aria che tira, condotta su La7 da David Parenzo, Roberto Arditti ha interrotto, con solidi argomenti, la marcia trionfale dei tifosi della Palestina, i quali sostenevano che la Flotilla e la successiva mobilitazione delle piazze avesse avuto un ruolo importante nel successo delle trattative di pace patrocinate da Donald Trump.
Esprimendo come al solito un punto di vista equilibrato, questo l’intervento dell’ex direttore de Il Tempo: “Non c’è dubbio che la mobilitazione, compresa quella via mare, abbia avuto un ruolo nel dibattito politico italiano ed europeo. Su questo non c’è dubbio. Se poi guardiamo, riferendomi a quello che diceva il professor d’Orsi – uno degli entusiasti delle manifestazioni pro-pal – a che cosa è successo nell’area interessata dalla tragedia degli ultimi anni, noi dobbiamo vedere che quello che ha spostato le cose sul campo è tutt’altro”.
“Sarò rapidissimo”, ha proseguito: “Punto primo: L’Egitto da due o tre settimane a questa parte ha cambiato atteggiamento. E lo ha fatto innanzitutto perché il mondo non credeva alla capacità militare israeliana di stare dentro la striscia di Gaza per un lungo periodo. E invece questo è accaduto, naturalmente con costi in vite umane elevatissimi – ha tenuto a sottolineare Arditti -. E lo spostamento di oltre mezzo milione di persone dal Nord della Striscia al Sud, avvicinandole quindi al confine egiziano, ha messo gli egiziani nella prospettiva che al Cairo è considerata il pericolo supremo; e cioè l’arrivo dei palestinesi nel territorio egiziano. Deve essere chiaro a tutti – ha precisato con energia il nostro -, comprese le anime belle sparpagliate per l’Europa, che i palestinesi in Medio Oriente non li vuole nessuno. E’ chiaro questo? Ed è evidentissimo nel comportamento libanese, in quello giordano, in quello siriano e in quello egiziano”. Dopodiché il conduttore è parso sostanzialmente d’accordo il punto di vista di Arditti, mentre tra i presenti nessuno ha minimamente tentato di ribattere.
D’altro canto, come esclama Cyrano de Bergerac, “giunti al fine della licenza io tocco”. Ovvero una volta che si è compresa la estrema complessità dello storico conflitto tra israeliani e palestinesi, che non poteva certamente trovare una soluzione con il massacro scatenato da Hamas il 7 ottobre del 2023, è evidente che la tanto celebrata mobilitazione a senso unico, oltre a creare solo ulteriore confusione, non avrebbe sortito alcun risultato concreto, se non quello di radicalizzare lo scontro politico interno.
Sicuramente ai nostri sinistri pro-pal non piacerà l’argomento, tuttavia se non ci fosse stato il presidente americano a cogliere la palla al balzo delle mutate condizioni descritte da Arditti, mettendo alle strette Benjamin Netanyahu,oggi saremmo ancora qui a cantare mapim mapom e a celebrare gli eroi dell’ennesima flotilla di turno a cui è stato sottratto lo spazzolino da denti e la crema solare.
Claudio Romiti, 10 ottobre 2025
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