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Arriva Letta, ma nel Pd è guerra

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C’è il Paese reale e poi c’è il Pd. Un parlamentare di centrodestra a Montecitorio così bofonchia: “Ci rendiamo conto che i nostri alleati di governo si stanno dilaniando per il congresso, l’Assemblea, il futuro segretario e le menate statutarie?”. Succede che il Partito democratico è davvero quell’amalgama mal riuscito di cui parlava Massimo D’Alema: avvitato su se stesso in un dibattito politicista e autoreferenziale.

Oggi, per dire, c’è il gran ritorno sulla scena di Rosaria Bindi detta Rosy. Do you remember? Tutto questo accade nel pieno della terza ondata, di un piano vaccinale che non decolla e soprattutto nei giorni dei primi passi dell’esperienza del governo presieduto di Mario Draghi. Chiusi nelle stanze del Nazareno, i dirigenti democrat litigano sull’ultimo codicillo dello statuto, si mandano pizzini sui giornali, provano già a sabotare l’Opa di Enrico Letta. Correnti contro, padri fondatori contro, ex segretari che sgomitano e cercano di sedersi al tavolo per stabilire chi dovrà essere il numero uno del Nazareno.

Sul Domani, quotidiano fondato da Carlo De Benedetti, riecco dunque Bindi con tanto di annuncio: “L’unica possibilità che il Pd ha di futuro è tornare alle origini. E cioè all’Ulivo, che è precedente e non si può identificare con il Lingotto”. E cosa dire poi di Nicola Zingaretti, il segretario dimissionario che solo un mese fa sbottava contro Renzi: “Non si apre una crisi di governo nel pieno di una pandemia”. E adesso cosa fa il nostro Zinga? Il presidente della Regione Lazio innesca una crisi, a tratti incomprensibili, nel partito dei più sapienti d’Italia. Si dimette dunque sbattendo la porta e accusa a destra e a manca chi ha bombardato la sua segreteria. Parole che al Paese reale non interessano. Semmai forse all’ultimo circolino del Pd rimasto aperto.

Antonio Russo, 12 marzo 2021

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17 Commenti
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Marina Vb
Marina Vb
14 Marzo 2021 9:03

Se la sapienza sovrasta l’identità, se crea barriera con la realtà a che serve?

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Addio ai dpcm, ma ci rinchiudono lo stesso – Giornale di Ravenna
13 Marzo 2021 13:00

[…] Enrico Letta accetta di guidare il Pd e Brunetta sceglie il Foglio per spiegare che 107 euro al mese ai 3,5 milioni di dipendenti […]

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Zuppa di Porro del 13 marzo 2021 - Nicola Porro
13 Marzo 2021 12:31

[…] Enrico Letta accetta di guidare il Pd e Brunetta sceglie il Foglio per spiegare che 107 euro al mese ai 3,5 milioni di dipendenti […]

Nedo
Nedo
13 Marzo 2021 9:51

Mi è piaciuto tutto ma in modo particolare la definizione “il partito dei più sapienti”
Grande Porro!!

Alessandro
Alessandro
12 Marzo 2021 23:50

Per la colonna sonora suggerisco Bella zenz’anima di Cocciante.

Nella
Nella
12 Marzo 2021 21:59

SALVINI BERLUSCONI. RENZI

LETTA M5S

GIORGIA MELONI

Sará questa la solfa????

Chi vivrá vedrà!!!

Marco Montanari Altini
Marco Montanari Altini
12 Marzo 2021 18:43

… beh, se l’OPA di letta fosse sabotata sul nascere sarebe molto divertente… sarebe una notizia che mi rallegrerebbe nella tristezza di queste giornate…

Gianluca
Gianluca
12 Marzo 2021 18:30

Ripresentare dopo sette anni il desaparecido Sotti-Letta è una scelta che può essere dettata solo dalla disperazione, la disperazione di chi vede l’ombra di Renzi farsi sempre più incombente su ciò che resta dell’ex-Partitone. Ne vedremo delle belle, Rosy Bindi a parte…