Avviso ai naviganti: più aumenta l’astensione al voto, maggiormente conteranno le tecnicalità elettorali. Il “combinato disposto” delle due cose accentua il pericolo che una robusta minoranza e il voto militante siano sufficienti per governare. Sarebbe sufficiente comprendere questo, e sono sicuro che i lettori sempre informati di
questo sito ne capiscono subito la profondità, che solo su questo dovremmo andare a riprendere e studiare i nostri libri di diritto costituzionale per meglio capire le differenze e i vari sistemi elettorali proprio per l’importanza che assumono.
Il livello di astensione è diventato preoccupante e i partiti dovrebbero farci una riflessione senza pensare ai loro interessi, ma a quella del sistema liberal democratico. In Italia ci sono leggi elettorali tutte diverse su tutti i livelli e terminato l’ultimo giro delle regionali il dibattito si sta concentrando su due grandi temi: la separazione delle carriere nella magistratura e la possibilità che si vada a rifare una legge elettorale con la quale si voterà nel 2027. Ogni settimana usciranno i sondaggi, ma mi sembra chiaro che gli spostamenti avvengono all’interno delle coalizioni ma non modificano le somme totali e questo abbinato alla bassa affluenza alle urne, trend che sembra oramai consolidato, fa aumentare i calcoli per una riforma elettorale che ogni partito spinge pro domo sua.
Ci sono due cose sicure, la prima che il Presidente Mattarella non permetterà l’indicazione diretta del premier e la seconda che si andrà verso un premio di maggioranza con proporzionalità. Forse anche l’eliminazione dei collegi uninominali e speriamo la reintroduzione della preferenza con quindi un minimo di scelta anche da parte dell’elettore. Quindi attenzione alle tecnicalità elettorali per scegliere i candidati: con il doppio turno, per esempio, si devono scegliere candidati “moderati” e più di centro, ma soprattutto una cosa che farebbe bene alla democrazia, senza pensare solo a fare una legge elettorale di parte: non alzare troppo il quorum di ingresso dei partiti e/o dell’eventuale coalizione terza, per incentivare la partecipazione al voto e bloccare questa pericolosa anemia del voto. Aumentiamo la proposta politica e eventualmente pensare anche al voto digitale in alcuni casi.
Il rischio che una robusta minoranza e il voto militante abbiano la meglio sulla democrazia esiste, riconciliamoci con la politica e cerchiamo di far capire che non tutti al mondo hanno questo privilegio.
Camillo Milko Pennisi, 30 novembre 2025
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Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI


