
Da Roma non ci è possibile parlare liberamente al telefono con religiosi francescani che, in Cina, sono costretti a vivere nelle vesti di studenti all’interno di studentati, controllati dai servizi che sanno bene chi sono, poiché l’importante per il sistema repressivo del Partito Comunista Cinese è il loro silenzio. Assordante, ad un passo dal martirio.
Libertà religiosa una minaccia
Con la teoria della relatività Einstein concepiva lo spazio come un campo privo di valore assoluto, non considerabile al di fuori dello stato di moto del corpo o del sistema di riferimento. La Cina di Xi Jinping continua a trattare alla stessa stregua la libertà, fino a giungere ad un parossismo di formalità statolatriche e sottomissioni organiciste che annichiliscono completamente ogni libero arbitrio. La libertà, infatti, non viene mai staccata dal predominio del sistema di riferimento, che è il partito comunista fattosi Stato, nemmeno nel campo delle organizzazioni o manifestazioni religiose.
Secondo il sociologo Émile Durkheim (1858-1917) una religione “è un sistema solidale di credenze e di pratiche relative a cose sacre, cioè separate e interdette, le quali uniscono in un’unica comunità morale, chiamata chiesa, tutti quelli che vi aderiscono”. Ma per il regime cinese i fenomeni religiosi sono potenziali varianti eterodosse, di fronte all’ortodossia dell’ordine pubblico comunista. Come tali essi potrebbero alterare il monopolio culturale che l’attuale statolatria esercita nelle esistenze delle masse dominate.
I cristiani, protestanti o cattolici, i buddisti, i musulmani e tutti i vari fedeli di chiese e gruppi mistici, secondo le burocrazie di Xi Jinping continuano a rappresentare individui teoricamente adespoti, rispondenti a princìpi assoluti diversi dall’assolutismo del partito unico. In quanto tali, essi costituirebbero un pericolo per la stabilità della dittatura.
Libertà recintata per i cattolici
I cattolici, in particolare, vengono visti come potenziali violatori del divieto di intelligenze con le autorità straniere, quali sono i ministeri dello Stato Vaticano posti a capo della Chiesa cattolica romana.
Per questo motivo il partito comunista cinese, attraverso una sua longa manus chiamata Associazione Patriottica, fondata da Mao Zedong nel 1957, riconosce una libertà recintata soltanto alla Chiesa cattolica c.d. ufficiale, ossia ad una ecclesia sinizzata. In Cina la libera cattolicità si trova lontano dalla ufficialità, nella c.d. Chiesa sotterranea o non ufficiale, i cui fedeli spesso non rinunciano a riunioni pubbliche, sperando di evitare arresti di massa attraverso opere di beneficenza utili alle sacche bisognose della popolazione.
La Chiesa sotterranea
Esponente noto e più volte arrestato di questa Chiesa cattolica sotterranea è il cardinale 94enne Joseph Zen, che si batte per la libertà e che da ultimo ha presenziato a diverse udienze giudiziarie celebrate a carico dell’imprenditore ed editore liberaldemocratico 78enne, di fede cattolica, Jimmy Lai a Hong Kong.
Tale località, ormai, è vittima di una legge sulla sicurezza nazionale fortemente voluta dal regime cinese in violazione di ogni autonomia speciale di quell’area. Con l’aggravarsi di tale legislazione antitetica alla libertà d’espressione, i democratici, e i fedeli non allineati alle chiese consentite dal comunismo sinico, vedono spesso il proprio destino giudiziario segnato da condanne pretestuose, persino sul territorio di Hong Kong.
Lai è stato infatti vittima di carcerazione preventiva per diversi anni, e da ultimo è stato condannato alla detenzione carceraria di venti anni per presunte “collusioni con forze straniere” e “sedizione”, a causa del suo pensiero libero.
Le altre fedi
I buddisti continuano a vedersi invadere il proprio campo dottrinale con un partito che di fatto decide chi si reincarna in chi, quando ciò fa comodo al potere. I protestanti sono odiati dal regime per la loro creatività interpretativa, che disturba l’omologazione socialista.
In ogni luogo è importante riaffermare un principio di libertà mai scontato: qualsiasi Stato odierno riconosce le libertà religiose ma non le crea, né le svilisce. Mentre in Cina milioni di giovani vengono indottrinati all’opposto principio tra mistificazioni, controlli, repressioni, barbarie.
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